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La stoccata di Massimo Cacciari a Silvio Berlusconi: "Ha cambiato la politica, ma statista fallimentare"

Per Cacciari il bilancio su Silvio Berlusconi come imprenditore e capo politico è positivo nonostante le ombre, diverso il giudizio come statista

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Per tutti è tempo di tirare le somme. Sulla morte e la vita di Silvio Berlusconi si discute per elogiarlo o per ricordarne le ombre. Per il filosofo Massimo Cacciari, alla luce dell’eredità lasciata al Paese, il bilancio sul leader come statista sarebbe negativo.

I funerali e il lutto nazionale

Ai funerali di Stato, indetti per mercoledì 14 giugno, Massimo Cacciari si dice favorevole, dato che Berlusconi “è stato quattro volte presidente del Consiglio e da trent’anni è la figura centrale della politica italiana. Mi sembra normale”.

Diversa l’opinione per il lutto nazionale, il primo caso in cui viene dichiarato per un ex presidente del Consiglio.

berlusconi massimo cacciariFonte foto: ANSA
Una foto che ritrae Silvio Berlusconi insieme a Mikhail Gorbaciov e Gianni Agnelli

Ancor di più se si ricordano i processi, la P2, le leggi ad personam: “Ho sempre considerato suicida la scelta della sinistra di attaccarlo sul fronte giudiziario anziché su quello politico – dice Cacciari -. Detto questo, se fosse dipeso da me, il lutto nazionale non lo avrei proposto”.

L’eredità del Cavaliere

Passando poi a un bilancio sul lascito dell’ex premier, intervistato da La Stampa, dice di promuoverlo certamente come imprenditore. 

“Sarebbe molto difficile non farlo. Ha inventato la tv privata e ha capito come nessun altro il potenziale della comunicazione. Capacità e senso dell’innovazione sono state quelle di un grande imprenditore” dichiara il filosofo.

Anche come capo politicoha segnato un’epoca. Ognuno può dare il giudizio che crede. Ma Forza Italia ha rivoluzionato il modo di concepire la politica. Un’innovazione che ha finito per diventare egemone”.

Meno efficace, invece, nel ruolo di statista. Un totale fallimento – dice Cacciari – Ma non ha fallito da solo. Lo ha fatto tutta la sua generazione”.

Per Cacciari, infatti, dopo trent’anni l’Italia “sta molto peggio di prima. Non c’è stata nessuna riforma seria istituzionale, amministrativa o dei servizi fondamentali. E la Costituzione è diecimila volte più inattuata“.

Il futuro di Forza Italia

Sulla possibilità che con la morte del suo leader scompaia anche Forza Italia, Cacciari si mantiene cauto: “Non credo. La triplice di governo ha bisogno della componente di forzista in vista delle europee. Il disegno in prospettiva è piuttosto chiaro”.

“È vero che Forza Italia è ai minimi storici e che la leadership di Meloni è molto forte, ma è anche vero che dal 1994 la triplice destra-destra, Lega, Forza Italia non si è mai divisa. A differenza di quello che succede a sinistra” continua.

I saluti a Berlusconi

Il filosofo commenta poi i messaggi di condoglianze arrivati alla morte del Cavaliere. Primo tra tutti, quello di Putin: “Me l’aspettavo. È nell’ordine ovvio delle cose”.

Sul legame tra i due, Cacciari commenta: “Al di là del suo rapporto personale con Putin, Berlusconi diceva le stesse cose che pensa Giorgia Meloni. Solo che lei non può dirlo”.

Poi anche il saluto dell’ex olgettina Marystell Polanco, che ha twittato: “ciao papi, vola in alto”.

“Si vede che Berlusconi è stato gentile con lei e l’ha trattata bene – commenta Cacciari -. Del resto, che fosse gentile, lo dicono tutti quelli che lo hanno conosciuto”.

berlusconi-cacciari Fonte foto: ANSA
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