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La sorella di Giada Zanola su Andrea Favero: "Per noi era a posto". Attesi tossicologici per fare chiarezza

Federica Zanola, sorella di Giada morta dopo il volo dal cavalcavia della A4, parla di Andrea Favero accusato dell'omicidio della 34enne

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La morte di Giada Zanola, la 34enne originaria di Brescia deceduta dopo il volo dal cavalcavia sulla A4, è ancora avvolta nel mistero, con i dubbi degli inquirenti sullo stato della donna prima che l’ex Andrea Favero la spingesse di sotto. Una violenza sfociata in femminicidio, secondo le indagini, che per la sorella di Giada, Federica Zanola, è arrivato come un fulmine a ciel sereno dato che Favero per la famiglia della 34enne “era uno a posto”.

Andrea Favero e il pensiero della sorella di Giada

Come riferisce il Corriere della Sera, infatti, la famiglia di Giada Zanola non aveva mai avuto dubbi su Andrea Favero. Ma alla notizia della morte della 34enne nessuno ha mai creduto al suicidio.

Mi fido degli investigatori. Solo loro ci possono aiutare a fare chiarezza” ha detto Federica Zanola, sorella della vittima che ha deciso di trasferirsi a Padova (da Brescia) per seguire più da vicino la vicenda. E la donna, parlando dell’ex della sorella, non ha dubbi.

Favero, infatti, “era uno a posto” per la famiglia Zanola e non c’erano mai stati segnali o episodi che potessero lanciare l’allarme per quello che poi sarebbe successo. “Non abbiamo mai sospettato di nulla, altrimenti saremmo andati subito a denunciare” ha detto Federica Zanola.

La versione del suicidio

Nelle prime ore dopo il ritrovamento del corpo di Giada, precipitato per diversi metri dal cavalcavia della A4 e poi straziato dai mezzi passati sopra, si era ipotizzata la pista del suicidio. Una versione che per Federica Zanola era impensabile.

Al suicidio non avevo creduto sin dall’inizio. Non riuscivamo a renderci conto di nulla. Di sicuro Giada non si sarebbe mai suicidata” ha detto la sorella di Giada.

giada zanola andrea favero cavalcaviaFonte foto: ANSA
Il cavalcavia della A4

Attesa per i tossicologici per chiarire la morte di Giada Zanola

Intanto dall’esame del medico legale sono arrivati risultati chiari, con Giada Zanola che era ancora in vita quando è arrivata sul cavalcavia. Forse era priva di sensi, ma ancora viva, quando è stata lanciata nel vuoto.

Sul corpo, tra l’altro, non sarebbero presenti segni di strangolamento o ferite da arma da taglio, ma ci sarebbe la conferma, a causa di alcuni lividi, della violenta lite avvenuta due giorni prima della sua morte.

Ora si attendono gli esiti dei tossicologici, dai quali si capirà se Giada sia stata drogata prima del volo dal cavalcavia.

Intanto Andrea Favero ha deciso di affidarsi al penalista di Venezia Marco Marcelli, che dopo aver parlato col suo assistito ha ripetuto che ancora non c’è stata una “chiara ammissione di colpa”, ma che come evidenziato anche dalla Mobile di Padova il 39enne avrebbe fatto solo “ammissioni parziali“.

giada-zanola-andrea-favero-cavalcavia Fonte foto: ANSA
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