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La sorella di Ciccio e Tore trovati morti a Gravina di Puglia in un pozzo: "Non erano da soli", nuove prove

Filomena Pappalardi e Rosa Carlucci, sorella e madre dei fratellini Ciccio e Tore morti nel pozzo a Gravina di Puglia, potrebbero far riaprire il caso

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La sorella di Ciccio e Tore, i due fratellini morti in un pozzo nel 2006 a Gravina di Puglia (Bari), potrebbe avere nuove prove che darebbero una svolta al caso. Filomena Pappalardi oggi ha 34 anni ed è pronta a presentarsi in Procura per dimostrare che in quel drammatico in quella maledetta sera del 5 giugno 2006, nella ‘casa delle 100 stanze’, i suoi fratellini non sarebbero stati soli.

Ciccio e Tore, la rivelazione della sorella

Ascoltata da ‘Il Messaggero’ Filomena Pappalardi, sorella maggiore di Francesco e Salvatore Pappalardi, ha rivelato di avere elementi sufficienti per sostenere che il 5 giugno 2006 i due fratellini non sarebbero stati soli mentre esploravano la ‘casa delle 100 stanze’ del centro storico di Gravina di Puglia.

“Ciccio e Tore non erano da soli. Abbiamo le prove”, dice laconica. Poi: “Siamo in possesso di prove scottanti, siamo pronti a portarle in Procura”.

Ciccio Tore sorella Gravina PugliaFonte foto: IPA
Ciccio e Tore Pappalardi morirono il 5 giugno 2006 dopo essere precipitati in un pozzo a Gravina di Puglia (Bari). Oggi la sorella sostiene di avere le prove per dimostrare che quella sera i fratellini non sarebbero stati soli

Come riporta ‘Repubblica’, nei prossimi giorni l’avvocato Giovanni Ladisi e il consulente Rocco Silletti – entrambi rappresentanti di Filomena Pappalardi e di sua madre Rosa Carlucci – potrebbero depositare la richiesta di riapertura delle indagini presso la Procura di Bari.

Le due donne avrebbero raccolto in un fascicolo prove che incastrerebbero un certo numero di persone.

Parla la madre Rosa Carlucci

Ascoltata da ‘Repubblica’, Rosa Carlucci riassume: “Si ipotizzava che dei ragazzini stessero giocando con i miei figli in quel posto”, e per “quel posto” si intende proprio la ‘casa delle 100 stanze in cui i bambini amano rifugiarsi per giocare a nascondino o per “cacciare i fantasmi”.

Quindi, continua:

Noi abbiamo scoperto perché sono stati reticenti nel parlare. Abbiamo trovato nuovi elementi completamente diversi rispetto a prima. Non è stato un gioco tra bambini, c’è ben altro. E poi si ipotizza che uno dei colpevoli abbia utilizzato un compensato in legno per nascondere la buca profonda di 20 metri dove i miei bambini sono caduti: questo fa molto male.

Addirittura, le due donne sarebbero in possesso del “nome di chi potrebbe aver causato la loro morte” e sostengono che “oltre ai bambini potrebbero esserci i loro genitori dietro questa storia”. Nell’istanza, che verrà inviata anche a Carlo Nordio, si richiede inoltre di rianalizzare vecchie testimonianze.

La tragedia di Gravina di Puglia

Il 5 giugno 2006 Francesco Pappalardi e il fratellino Salvatore, rispettivamente di 13 e 11 anni, si trovavano fuori casa per giocare. Improvvisamente scomparvero nel nulla e il padre, Filippo Pappalardi, alle 23:40 si presentò alle forze dell’ordine per denunciare la scomparsa.

La comunità rimase sconvolta dall’improvvisa sparizione dei due bambini, e per questo si batterono diverse piste tra cui quella della pedofilia, quella dei nomadi ma anche quella famigliare. Filippo Pappalardi era separato dalla moglie Rosa Carlucci e Ciccio e Tore si erano trasferiti da lui da soli 20 giorni. Il padre era noto come uomo facile all’ira, la madre come donna esasperata. I due ex coniugi iniziarono a rimbalzarsi a vicenda le responsabilità della scomparsa, alimentando le voci sulle tensioni tra congiunti alla base della scomparsa dei due fratellini.

Il 27 novembre 2007 Filippo Pappalardi fu arrestato per duplice omicidio aggravato da futili motivi e dai vincoli di parentela ed occultamento di cadavere. Contro di lui un buco di almeno due ore in cui, la sera della scomparsa dei due figli, avrebbe tenuto il telefono spento senza un motivo logico. Ancora, un amichetto di Ciccio e Tore riferì che tra le 20:50 e le 21:50 vide Pappalardi prelevare in macchina i due figli mentre questi giovano in piazza delle Quattro Fontane. Successivamente questa testimonianza fu ritenuta inattendibile.

Il 25 febbraio 2008 i vigili del fuoco furono chiamati nella ‘casa delle 100 stanze’, un casolare abbandonato del centro storico, per soccorrere il 13enne Matteo De Nardo precipitato nella cisterna in fondo al pozzo del fabbricato. Durante le operazioni di salvataggio un vigile fece la macabra scoperta: i corpi mummificati di Ciccio e Tore erano lì.

L’autopsia escluse qualsiasi violenzamaltrattamento. I due fratellini di Gravina di Puglia precipitarono in quel pozzo per disgrazia: Ciccio cadde per primo e morì per le devastanti conseguenze della caduta a causa di un’emorragia interna. Tore precipitò subito dopo e resistette più a lungo, vegliando di fronte al cadavere del fratello e tentando disperatamente di salvarsi arrampicandosi alle pareti del pozzo. Lo si apprese dai segni delle unghie trovati sul luogo del ritrovamento.

Dopo alcune ore, Tore morì di stentifreddo e per le ferite riportate. Filippo Pappalardi fu considerato estraneo alla morte dei due figli e, dopo un periodo di arresti domiciliari, fu scagionato.

La storia dei fratellini Ciccio e Tore trovati morti a Gravina di Puglia in un pozzo: sospetti, dubbi e ombre Fonte foto: IPA
La storia dei fratellini Ciccio e Tore trovati morti a Gravina di Puglia in un pozzo: sospetti, dubbi e ombre
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