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Ddl sull'autonomia differenziata passa in Senato: dalla scuola alla sanità, cosa cambia con l'approvazione

Il Senato ha approvato il Ddl sull'autonomia differenziata con 110 sì, 64 no e 30 astenuti. Salvini: "Passo importante verso un Paese più moderno"

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Via libera del Senato al disegno di legge (ddl) sull’autonomia differenziata. Il provvedimento che ha iniziato il suo iter a palazzo Madama passa quindi alla Camera, dopo la votazione che si è conclusa con 110 sì, 64 no e 30 astenuti. “Oggi si è compiuto un ulteriore passo avanti verso un risultato storico, importantissimo e atteso da troppo tempo”, ha commentato il ministro per gli Affari regionali e l’autonomia, Roberto Calderoli.

Cosa prevede il Ddl sull’autonomia differenziata

Il disegno di legge definisce le procedure legislative e amministrative da seguire per l’applicazione dell’articolo 116 della Costituzione, in modo da giungere ad una intesa tra lo Stato e quelle Regioni che chiedono l’autonomia differenziata (le richieste avvengono su iniziativa delle stesse regioni).

L’elenco delle materie potenzialmente trasferibili alle Regioni è lungo. Il dossier, di 81 pagine, elenca oltre 500 funzioni statali nelle 23 materie previste dall’articolo 117 del titolo V della Costituzione.

autonomia-differenziata-ddl-lega-disegno-di-legge-senatoFonte foto: ANSA
Il ministro degli Affari regionali Roberto Calderoli salutato dai colleghi di governo dopo il voto finale sul Ddl

Si va dalla tutela della salute all’istruzione. Ma anche tutela dell’ambiente, rifiuti e bonifiche e rapporti internazionali con la Ue, infrastrutture, porti e aeroporti, produzione, trasporto, distribuzione energia, gestione del demanio regionale e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.

Veneto e Lombardia hanno già chiesto di poter decidere su tutte.

Cosa sono i Lep, i Livelli essenziali delle prestazioni

Il ddl tratta anche i Lep, i “Livelli essenziali delle prestazioni“. Si tratta di standard minimi dei servizi che devono essere garantiti in tutte le Regioni.

Secondo quanto prevede la riforma, l’attribuzione alle regioni di maggior autonomia su materie riferibili ai diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, sarà consentita dopo che siano stati determinati i livelli essenziali delle prestazioni.

I Lep saranno determinati a partire da una ricognizione della spesa storica dello Stato in ogni Regione nell’ultimo triennio.

Esulta la Lega

Dopo l’approvazione, il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, rivolgendo un pensiero a Roberto Maroni, ha sottolineato come il Ddl rappresenti “un passo importante verso un Paese più moderno ed efficiente”.

“Con l’approvazione dell’autonomia oggi in Senato si è compiuto un ulteriore passo avanti verso un risultato storico, importantissimo e atteso da troppo tempo”, ha invece commentato il ministro per gli Affari regionali e l’autonomia, Roberto Calderoli, “padre” del provvedimento.

“Avevo previsto che oggi sarebbe stata una bella giornata, e così è stato. Questa è una risposta che dovevo a quelle 14 regioni su 15 a statuto ordinario che ce l’avevano chiesto”, ha aggiunto Calderoli.

Elly Schlein: “Giornata molto pesante”

“È una giornata molto pesante ed è veramente inspiegabile che Meloni abbia deciso di cedere a questo orrendo baratto per i suoi fini politici mettendo a repentaglio l’unità nazionale, perché di questo stiamo parlando”, ha dichiarato la segretaria del Pd, Elly Schlein, riferendosi a un presunto “scambio” con la Lega sul premierato.

Ora la sinistra potrebbe anche valutare di promuovere un referendum contro l’autonomia differenziata, anche se la priorità, al momento, è “continuare la battaglia alla Camera”, ha aggiunto Schelin.

“Il nostro è un Paese già frammentato da grandi diseguaglianze e questa riforma aumenta diseguaglianze. Intanto ci batteremo per fermarla nel passaggio alla Camera. Poi non escludiamo alcuno strumento”.

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