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Kosovo-Serbia, aumentano le tensioni: Dacic propone di schierare le truppe al confine per prevenire attacco

Aumentano le tensioni al confine tra Kosovo e Serbia: dopo gli spari contro i mezzi Nato, Belgrado è pronta a intervenire

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Le tensioni tra KosovoSerbia hanno portato il ministro degli Esteri serbo Ivica Dacic a proporre lo schieramento delle forze lungo il confine. La Serbia, in forte stato di allerta, si dichiara quindi pronta ad intervenire.

Tensioni tra Kosovo e Serbia lungo il confine, Belgrado “pronta a intervenire”

Le tensioni al confine tra il Kosovo e la Serbia hanno raggiunto livelli di allerta per Belgrado. Per questo il generale Milan Mojsilovic, capo di stato maggiore della Serbia, si è recato a Raska – cittadini a dieci chilometri dal confine con il Kosovo – su ordine del presidente Aleksandar Vučić.

Mojisilovic, al telefono con un’emittente serba, ha dichiarato: “La situazione lì è complessa e complicata, e richiede nel prossimo periodo la presenza dell’esercito serbo lungo la linea amministrativa, dove per “linea amministrativa” si intende il confine con il Kosovo.

Kosovo SerbiaFonte foto: Getty Images
Al confine tra Kosovo e Serbia aumentano le tensioni, Belgrado parla di conflitto imminente

Ancora, il generale ha riferito: “Gli ordini sono precisi, chiari e saranno pienamente attuati”. Le tensioni sono aumentate quando dal confine nord con il Kosovo sono stati avvertiti degli spari con colpi esplosi – scrive ‘Il Foglio’ – in direzione di una pattuglia della Nato, alla quale governo di Pristina (Kosovo) aveva chiesto di rimuovere le truppe.

Sostanzialmente si sfiora il conflitto armato, come annunciato la scorsa settimana dal primo ministro serbo Ana Brnabic.

Sullo sfondo delle tensioni c’è la guerra tra Russia e Ucraina: il Kosovo ha l’appoggio degli Stati Uniti e della maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea che ne riconoscono l’indipendenza, mentre la Serbia ha l’appoggio di Russia e Cina nella rivendicazione dei propri territori.

L’origine delle tensioni

Le tensioni tra Kosovo e Serbia si sono riaccese all’inizio di novembre, quando centinaia di poliziotti serbi integrati in Kosovo hanno protestato contro la decisione del governo di Pristina di impedire ai serbi residenti nel territorio di utilizzare targhe rilasciate in Serbia.

Le centinaia di defezioni hanno preso il nome di “guerra delle targhe“.

Oltre alle defezioni, la miccia si è accesa nuovamente con l’arresto del poliziotto serbo-kosovaro Dejan Pantic con l’accusa di reati di terrorismo e attentato all’ordine costituzionale.

Dacic: “Serbia pronta a intervenire”

Secondo i media locali, il ministro degli Esteri della Serbia Ivica Dacic ha detto che il Paese è pronto ad intervenire se continueranno le “provocazioni di Pristina”.

“Noi siamo per la pace e il dialogo – ha detto Dacic – ma se si arrivasse ad attacchi fisici e all’uccisione di serbi, e se la Kfor non dovesse intervenire, la Serbia sarà costretta a farlo”.

Per Kfor si intende Kosovo Force, una forza militare legata alla Nato.

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