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Keychange, una rivoluzione del ruolo delle donne nella musica

L’industria musicale internazionale cambia il passo: con Keychange l’obiettivo è colmare il gap di genere del settore entro il 2022.

Si chiama Keychange perché è la chiave – o almeno una delle chiavi – per lo sviluppo e l’innovazione della filiera musicale mondiale. Di chi parliamo? Delle donne e delle minoranze di genere nel loro complesso. Il progetto è stato presentato in Italia da Vanessa Reed (CEO di New Music USA) in occasione della music conference Linecheck e si propone come “movimento pionieristico internazionale” con lo scopo di trasformare l’industria di settore attraverso la parità di genere.

I dati parlano chiaro: nel mondo della musica lo sbilanciamento è a tutto vantaggio degli uomini, che non solo hanno guadagni superiori del 30% rispetto alle donne ma sono anche il 70% dei nomi coinvolti alle manifestazioni più importanti. Dato che sale all’80% per il genere della classica.

È da qui che nasce la volontà di ribaltare la situazione, o meglio di pareggiare i conti con i colleghi maschi. Keychange, infatti, ha come obiettivo preciso quello di colmare il gap di genere entro il 2022 a livello artistico, istituzionale e manageriale. Un impegno, che a fronte dei numeri di oggi, è piuttosto ambizioso ma assolutamente necessario.

In merito al ruolo dell’Italia, Vanessa Reed ha dichiarato:

“Siamo contenti che Linecheck ospiterà nel 2020 una delle tappe fondamentali del percorso che in tre anni ci porterà all’obiettivo della parità di genere e ci auguriamo che come successo già negli altri Paesi, e come successo per FIMI, possano essere innanzitutto le istituzioni a supportare un programma che potrebbe rivoluzionare non solo il mondo della musica pop ma anche il mondo della musica classica e contemporanea, puntando sul nuovo protagonismo di autori, editori, imprenditori appartenenti alle categorie di genere sotto rappresentate.”

Intanto, in occasione della quinta edizione di Linecheck dal 19 al 24 novembre 2019, sono in via di definizione una serie di “panel sul tema dell’uguaglianza di genere, all’interno di un programma che ha quale tema portante la Diversity”, ha spiegato la coordinatrice Irene Romagnoli che ha aggiunto: “La musica deve essere inclusiva e multiculturale perché da sempre sono questi i fattori di maggiore ‘progresso’ sia sulle produzioni artistiche che nell’approccio al mercato globale”.

Soddisfazione anche da shesaid.so Italy, il ramo italiano della rete di professioniste dell’industria musicale. La portavoce Sara Colantonio ha, infatti, sottolineato la situazione in Italia: “Siamo tantissime, abbiamo carriere ed esperienze pluriennali ma siamo cronicamente sotto-rappresentate […] è bene che si agisca con progetti come Keychange alla radice culturale della questione.”

VIRGILIO NOTIZIE | 09-08-2019 12:24

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