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Jeffrey Epstein: la vita nel carcere tra corruzione e violenze

Avrebbe utilizzato ingenti somme di denaro per ricattare gli altri carcerati e evitare che lo picchiassero

Jeffrey Epstein odiava la sua cella stretta e umida e avrebbe tentato di usare la sua ricchezza per riscrivere e aggirare le regole del Metropolitan Correctional Center, il carcere in cui era stato condannato a scontare la pena. Nuove testimonianza raccontano l’inchiesta sulla vita dietro le sbarre dell’imprenditore morto suicida.

Il finanziere si faceva visitare tutti i giorni anche per 12 ore dai suoi legali, che aveva il diritto di incontrare in una sala privata della prigione. Per evitare di essere vessato e ingraziarsi gli altri carcerati, il detenuto 76318-054 aveva iniziato a depositare soldi sui loro conti allo spaccio interno della galera.

Poi il crollo. Secondo quanto riportato dal New York Times, negli ultimi giorni di vita Jeffrey Epstein avrebbe mostrato anche fisicamente segni di cedimento. Ma nonostante la barba incolta, la nuova abitudine di dormire per terra invece che sulla brandina della cella e un altro tentativo di suicidio, era riuscito a convincere le autorità carcerarie di non essere una minaccia per se stesso.

VIRGILIO NOTIZIE | 17-08-2019 16:50

jeffrey-epstein Fonte foto: ANSA
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