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Open: Renzi, Boschi e Lotti indagati. La reazione dell'ex premier

Matteo Renzi, Maria Elena Boschi e Luca Lotti sono indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla Fondazione Open

Il senatore Matteo Renzi è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Firenze nell’ambito dell’inchiesta sulla Fondazione Open. Lo riporta l’Ansa. Secondo quanto confermano anche fonti inquirenti, l’ex segretario del Partito Democratico, attualmente leader di Italia Viva, sarebbe accusato di finanziamento illecito ai partiti in relazione ai fondi gestiti dalla fondazione che organizzava la Leopolda.

Le stesse accuse sono contestate dai pm Luca Turco e Antonino Nastasi anche a Luca Lotti e Maria Elena Boschi, in quanto componenti del direttivo della fondazione. Nell’inchiesta sono indagati, già dalle prime fasi delle indagini, anche l’ex presidente della fondazione Alberto Bianchi e l’imprenditore Marco Carrai. Dovranno presentarsi in procura il 24 novembre.

Fondazione Open, Renzi indagato: fondi per 7,2 milioni di euro

Secondo quanto sostengono gli investigatori, nella Fondazione Open sarebbero confluiti dal 2012 al 2018 oltre 7,2 milioni di euro, versati da più finanziatori, in violazione delle norme sul finanziamento ai partiti. Nel dettaglio, gli importi finiti nell’inchiesta ammonterebbero a:

  • 671.961 euro nel 2012;
  • 700.720 nel 2013;
  • 1.096.283 nel 2014;
  • 452.585 euro nel 2015;
  • 2.105.899 euro nel 2016;
  • 1.017.763 nel 2017;
  • 1.159.856 nel 2018.

Al momento non è arrivato alcun commento ufficiale da parte di Matteo Renzi su questa vicenda.

Le ipotesi di reato per Renzi, Boschi e Lotti

Nella notifica della Procura si legge che “Bianchi, Carrai, Lotti e Boschi, componenti del consiglio direttivo della fondazione Open, riferibile a Matteo Renzi e da lui diretta, articolazione politico organizzativa del Partito Democratico, corrente renziana”, avrebbero ricevuto contributi per 7,2 milioni di euro “in violazione della normativa” sul finanziamento ai partiti, “somme dirette a sostenere l’attività politica di Renzi, Lotti e Boschi e della corrente renziana”.

Renzi, Lotti e Boschi, si legge ancora nel documento riportato dall’Ansa, avrebbero ricevuto “dalla fondazione Open contributi in forma diretta e indiretta, in violazione della normativa” relativa al finanziamento ai partiti.

Open, la reazione di Renzi

“Ci sono magistrati, pochi fortunatamente, a cui la ribalta mediatica piace più del giudizio di merito, che seguono la viralità sui social più che le sentenze della Corte di Cassazione. La Cassazione ha totalmente annullato il provvedimento di sequestro” relativo all’inchiesta Open, “dando anche un chiaro segnale ai pm dell’accusa”. Così Matteo Renzi, come riferisce l’Ansa, nel suo discorso in apertura dell’assemblea di Italia viva

“Ma quella vicenda – prosegue Renzi – ci ha creato un danno pazzesco, anche alla nostra forza attrattiva. Da quei pm di Firenze che hanno svegliato con 300 finanzieri gli sponsor della fondazione Open mi sarei aspettato una lettera di scuse e invece è arrivato un avviso di garanzia, che mi riguarda”.

“Ci sono – continua il senatore – vari modi per replicare a quello che sembra un assurdo giuridico: io penso che a chi cerca la battaglia e la visibilità mediatica, bisogna rispondere con il diritto. Loro passano le informazioni alla Verità, noi pensiamo che la verità sia quella che ha detto la Cassazione”.

“Abbiamo talmente rispetto della magistratura – aggiunge -, che le sentenze le abbiamo lette. Spero le abbia lette o almeno capite, anche il pm di Firenze. Nel dubbio, toccherà ai nostri avvocati spiegare le posizioni di diritto: la professoressa Severino per Maria Elena Boschi, il professor Coppi per Luca Lotti, il professor Di Noia per il dottor Carrai e il professor Caiazza per il sottoscritto. Noi ai magistrati auguriamo buon lavoro e a chi mi dà la solidarietà dico che dò io la solidarietà a loro. Perché l’ansia di visibilità di qualcuno, rischia di nuocere a tutti i magistrati”.

VIRGILIO NOTIZIE | 07-11-2020 17:00

Inchiesta Open: Renzi, Boschi e Lotti indagati. L'accusa Fonte foto: Ansa
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