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Inchiesta Open, Renzi si difende e attacca la magistratura

Il leader Iv, nel corso del dibattito in Senato, è tornato a fare chiarezza sulla fondazione e ha attaccato la magistratura

Proseguono le polemiche e il dibattito sulla Fondazione Open, costituita per sostenere le iniziative politiche di Matteo Renzi. Il senatore e leader di Italia Viva, intervenuto in Senato nella discussione sul finanziamento ai partiti, si è difeso dalle accuse delle ultime settimane e ha provato a fare chiarezza sul caso, puntando anche il dito contro la magistratura.

“La magistratura pretende di decidere cosa è un partito e cosa no. E se al Pm affidiamo non già la titolarità dell’azione penale ma dell’azione politica, questa Aula fa un passo indietro per pavidità e lascia alla magistratura la scelta di cosa è politica e cosa non lo è” ha dichiarato l’ex dem.

Renzi, nel corso del dibattito, ha avuto modo di citare l’onorevole Aldo Moro sul caso Lockeed: “Non ci faremo processare nelle piazze. La vicenda Lockeed ha segnato per la conseguenza più alta, le dimissioni di Giovanni Leone dal Quirinale non perché coinvolto, ma per uno scandalo montato ad arte dai media e parte della politica. Per distruggere la reputazione di un uomo può bastare una copertina di un settimanale. Peraltro, i tempi cambiano ma il settimanale rimane… Per recuperare non ci si riesce facilmente”.

Inchiesta Open, Renzi attacca la magistratura

“Avere rispetto per la magistratura è riconoscere che magistrati hanno perso la vita per il loro impegno. A loro va il massimo rispetto. Ci inchiniamo davanti a queste storie” ha continuato Renzi.

Poi la precisazione: “Ma a chi oggi volesse immaginare che questo inchino diventi una debolezza del potere legislativo si abbia la forza di dire: contestateci per le nostre idee o per il jobs act ma chi volesse contestarci per via giudiziaria sappia che dalla nostra parte abbiamo il coraggio di dire che diritto e giustizia sono diversi dal giustizialismo”.

Sulla vicenda della Fondazione Open la magistratura, secondo quanto riferito dal leader Iv, ha fatto una “invasione di campo“. Renzi sostiene infatti che sia avvenuta “una violazione sistematica del segreto d’ufficio sulle vicende personali del sottoscritto. Non è uno stato di diritto questo, siamo alla barbarie”

“Io dico ‘male non fare e paura non avere’. Ma se nelle stesse ore della perquisizione si pubblicano con un giornalismo a richiesta dati che solo Bankitalia o la procura hanno siamo consapevoli che le casualità esistono ma c’è un corto circuito tra la comunicazione e la battaglia giudiziaria?” le parole dell’ex Pd che ha così alimentato i dubbi e le polemiche contro i giornali.

Poi ha proseguito: “Qualcuno dice che la privacy per il politico non esiste. È da Stato etico sostenere che tutto possa essere totalmente privo di qualsiasi limite. Dico no a uno Stato etico che vuole trasformare in processo ciò che è elemento di opportunità politica. E poi diventa stato etilico quello di chi dice che i figli dei politici non hanno diritto alla privacy. Si abbia il coraggio di dire che siamo alla barbarie”.

Ancora un’altra citazione per il senatore: “Craxi disse ‘ho imparato ad avere orrore del vuoto politico‘. Di questo discutiamo, non di finanziamento illecito ma di debolezza della politica”.

Inchiesta Open, la difesa del senatore Iv

“Io rivendico il fatto che sia stato abolito il finanziamento pubblico, ma se si sanziona il privato che offre dei contributi il cittadino non darà mai più un centesimo. È un ipocrita chi dice che non servono i soldi alla politica; servono quelli leciti e puliti” ha proseguito Renzi.

Proseguendo il dibattito sulla Fondazione Open ha poi precisato: “Non si parla di donazioni di denaro nascoste o illecite, ma di contributi regolarmente bonificati e tracciabili, trasparenti ed evidenti da un bilancio che viene reso totalmente pubblico dalla Fondazione Open”.

“Questi contributi regolari sono stati improvvisamente trasformati in contributi irregolari perché si è cambiata la definizione della fondazione: qualcuno ha deciso non era più fondazione ma partito. La magistratura decide cosa è partito e cosa no e manda all’alba i finanzieri da cittadini dalla fedina penale intonsa con strumenti più da retata che da inchiesta, e mi dite che è a tutela degli indagati?” ha chiesto Renzi.

Il leader di Italia Viva ha poi concluso: “Questo è finalizzato a descrivere come criminale non il comportamento dei singoli ma qualsiasi finanziamento privato che venga fatto in maniera legale e regolare”.

VIRGILIO NOTIZIE | 12-12-2019 11:28

Manovra, c'è l'accordo. Le reazioni da Renzi a Salvini Fonte foto: Ansa
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