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Inchiesta Open, il conto di Renzi e il "paese sudamericano"

Per Renzi si devono rispettare le "condizioni di civiltà" e garantire che l'Italia non "diventi un paese del Sud America"

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi è tornato a difendersi dalle accuse dell’inchiesta Open, che indaga sui rapporti con gli imprenditori finanziatori e sull’uso del denaro della fondazione che sosteneva l’attività politica di Renzi. L’ex premier ha paragonato così l’Italia a un “Paese del Sud America”.

“Non pongo un problema per me, controllatemi tutto, anche gli esami del sangue”, ha dichiarato Renzi, come riporta Ansa. “Io sono trasparente anche oltre i miei doveri istituzionali”.

“Ma in questo Paese non è permesso a nessuno”, ha attaccato l’ex premier, “né alla stampa né alla magistratura, di entrare nella vita delle persone per distruggerla e io non difendo me stesso, per me possono guardare tutto di me ma combatterò e combatteremo come Italia Viva, perché le condizioni di civiltà siano garantite e non si diventi un paese del Sud America“.

“Alla procura di Firenze chiedo di indagare, perché non ho niente da nascondere”, ha aggiunto, “ma anche io ho presentato una denuncia venerdì per sapere chi ha diffuso documenti relativi al mio conto corrente bancario e allora chiedo di indagare anche su quello”.

Sulla diffusione dei documenti, Matteo Renzi ha specificato: “Ho denunciato, ho chiesto di sapere chi si è reso colpevole della divulgazione di segreto istruttorio e segreto bancario e spero, anzi sono certo che il procuratore di Firenze, dottor Creazzo, sarà in condizione di dare risposte alla mia esigenza di cittadino che chiede giustizia”.

“Sono stati molto solleciti nel mandare 300 finanzieri a perquisire persone che non erano indagate, semplicemente per avere dei bonifici trasparenti e regolari”, ha aggiunto, “sono certo che a fronte di un reato quale quello della divulgazione di segreto istruttorio e bancario la mia esigenza di giustizia avrà risposte”.

VIRGILIO NOTIZIE | 01-12-2019 14:10

renzi-inchiesta-open Fonte foto: Ansa
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