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Ilaria Salis in carcere in Ungheria rischia condanna a 11 anni: incatenata in aula, "trascinata come un cane"

La militante antifascista italiana, Ilaria Salis, è in carcere in Ungheria da quasi 12 mesi: perché rischia una condanna fino a 11 anni

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Incatenata a mani e piediIlaria Salis è apparsa così, con manette a polsi e caviglie in un’aula del tribunale di Budapest. La militante antifascista è in carcere da quasi 12 mesi, accusata di aver aggredito due estremisti di destra nella capitale ungherese. La 39enne si è dichiarata non colpevole: il processo si è aperto lunedì 29 gennaio ed è stato aggiornato al 24 maggio.

Ilaria Salis incatenata in aula

Come riferito dall’Ansa, Ilaria Salis è comparsa in aula in catene, con le manette ai polsi e i piedi legati da ceppi di cuoio con lucchetti.

Entrando in aula, la militante ha rivolto un sorriso al pubblico mentre un’altra donna delle forze di sicurezza la trascinava per una catena.

Salis indossava un maglione chiaro a strisce orizzontali, in mano aveva una borsa scura.

Il racconto shock dell’avvocato: “Trascinata come un cane”

Uno degli avvocati italiani di Ilaria Salis, Eugenio Losco, presente al fianco del padre Roberto alla prima udienza, ha dichiarato che “è stato scioccante, un’immagine pazzesca. Ci aveva detto che veniva sempre trasferita in queste condizioni, ma vederla ci ha fatto davvero impressione. Era tirata come un cane, con manette attaccate a un cinturone da cui partiva una catena che andava fino ai piedi, con questa guardia che la tirava con una catena di ferro. Ed è rimasta così per tre ore e mezza“.

E ancora, intervistato dall’Ansa: “Una grave violazione della normativa europea, l’Italia deve far finire questa situazione ora”.

L’appello ad Antonio Tajani

Massimiliano Smeriglio, eurodeputato S&D, si è rivolto al Governo italiano con una nota per chiedere l’intervento di Giorgia Meloni: “Ilaria resta in regime di massima sicurezza in attesa della prossima seduta del processo fissata per maggio. Per questo oggi pomeriggio dalle 17 come sinistra civica saremo in piazza a Roma, in via Malpighi, in prossimità dell’ambasciata d’Ungheria, insieme a tanti e tante altri per affermare la centralità dei diritti umani e ribadire che è quanto mai urgente un rientro di Ilaria nel nostro Paese”.

E ancora: “Questo Governo non si è mosso di fronte a una palese ingiustizia perpetrata ai danni di una nostra concittadina da parte di uno Stato membro dell’Unione europea. Giorni fa, insieme ad altri 23 eurodeputati, ho scritto un appello al ministro Tajani per sollecitare un suo intervento diretto su questa vicenda, ma non abbiamo ancora ricevuto una risposta. Il Governo italiano deve battere un colpo”.

La risposta di Tajani

Dopo le foto di Ilaria Salis, immortalata incatenata in aula, la vicenda della 39enne ha ritagliato il suo spazio sui media, portando il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a esporsi su X: “Chiediamo al Governo ungherese di vigilare e di intervenire affinché vengano rispettati i diritti, previsti dalle normative comunitarie, della cittadina italiana Ilaria Salis detenuta in attesa di giudizio”.

Chi è Ilaria Salis e perché è in carcere da quasi un anno

Ilaria Salis, militante antifascista di 39 anni nonché insegnante di Monza, è in carcere a Budapest da quasi un anno, costretta alla detenzione preventiva in una prigione di massima sicurezza dall’11 febbraio 2023.

Le autorità sostengono che abbia aggredito due neonazisti durante la manifestazione del Giorno dell’onore, che riunisce nella città ungherese migliaia di estremisti per festeggiare un battaglione nazista che tentò di impedire l’assedio della città da parte dell’Armata Rossa: secondo l’accusa, Ilaria Salis farebbe parta di un gruppo organizzato e avrebbe pianificato le aggressioni.

Per l’avvocato Gyorgy Magyar non ci sarebbero le prove della partecipazione di Salis all’aggressione: anche per questo si è dichiarata non colpevole.

La Procura ungherese ha chiesto una condanna di 11 anni di carcere: inoltre, è stata respinta nei mesi scorsi la richiesta di concederle i domiciliari.

Secondo l’accusa, le lesioni riportate dalle vittime sono state definite “potenzialmente mortali“, nonostante la prognosi fosse di 8 giorni.

Carmen Giorgio, 43enne bresciana, è stata compagna di cella di Ilaria Salis per tre mesi: a Repubblica aveva racconta che “ti trattano da cani, le guardie sono quasi tutti uomini, ti urlano in faccia, ti portano in giro legata mani e piedi a un cinturone che l’agente tiene con una specie di guinzaglio. L’ultima volta che l’ho vista, una settimana fa, le si leggeva in faccia la paura di restare”.

ilaria-salis-budapest-carcere-ungheria Fonte foto: ANSA
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