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Il video dei manifestanti a Dacca, capitale del Bangladesh, che protestano contro le elezioni ritenute falsate

Le opposizioni boicottano le elezioni in Bangladesh: migliaia di manifestanti protestano per le strade di Dacca

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Si vota in Bangladesh. I partiti di opposizione hanno chiesto ai loro votanti di boicottare i seggi e in molti si sono riversati nelle strade per protestare contro il Governo della prima ministra Sheikh Hasina, ritenuto sempre più autoritario.

La campagna elettorale e le elezioni in Bangladesh

Domenica si vota in Bangladesh, ma le elezioni sembrano già decise. I partiti di opposizione, dopo una campagna elettorale caratterizzata da violenze e arresti dei loro leader, hanno chiesto ai loro elettori di boicottare i seggi.

La vittoria andrà con ogni probabilità a Sheikh Hasina, che ricopre la carica prima ministra ininterrottamente dal 2008 e che le opposizioni accusano di essere diventata una leader autoritaria.

Bangladesh elelzioniFonte foto: ANSA

Hasina guida il partito della Lega Awami, erede del movimento politico che ottenne l’indipendenza del Bangladesh dal Pakistan e che era capeggiato proprio dal padre di Hasina. Ha un orientamento laico e ha contribuito al recente successo economico del Bangladesh.

Cosa succede in Bangladesh

Nelle ultime settimane la campagna elettorale in Bangladesh è stata caratterizzata da diversi episodi di violenza, tra cui alcuni roghi ai seggi elettorali e l’incendio di un treni nel quale sono morte quattro persone, due delle quali erano bambini.

Nei mesi precedenti la polizia ha arrestato con varie accuse, considerate fittizie dagli osservatori internazionali, diversi leader dell’opposizione, in particolare del Partito Nazionalista del Bangladesh.

Per questa ragione i partiti di opposizione hanno detto ai loro sostenitori di non presentarsi ai seggi e di boicottare le elezioni. La stessa cosa era successa nel 2018, quando si tennero le ultime votazioni per rinnovare il parlamento di Dacca.

Chi sono i partiti di opposizione

L’opposizione a Sheikh Hasina è rappresentata soprattutto dal Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP), i cui esponenti hanno governato in passato anche dopo alcuni colpi di stato militari. A guidarlo c’è un’altra donna Khaleda Zia.

Khaleda Zia si alternò con Hasina al governo del Bangladesh negli anni ’90, ma dal 2008 il partito di Hasina non è più stato sconfitto alle elezioni. Il BNP è molto vicino a diversi movimenti islamici e in passato ha ridotto la laicità dello Stato mentre era al potere.

I leader del BNP, quasi tutti in carcere, in esilio o, come Khaleda Zia, agli arresti domiciliari, temono che queste elezioni possano trasformare definitivamente il Bangladesh in una dittatura monopartitica.

bangladesh Fonte foto: ANSA

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