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Il segretario della Cgil Maurizio Landini contro il governo Meloni: nessuna misura contro precarietà e povertà

Maurizio Landini, segretario della Cgil, accusa il governo Meloni di non fare nulla per fronteggiare precarietà e povertà in Italia: cosa ha detto

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Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, si scaglia contro il governo Meloni sul tema del lavoro e della precarietà.

Maurizio Landini contro il governo Meloni

In un’intervista al quotidiano La Repubblica pubblicata il 1° maggio, giorno della Festa dei Lavoratori, Maurizio Landini critica i provvedimenti annunciato dal governo in tema di lavoro e precarietà.

“Siamo agli ennesimi interventi spot, già decisi da tempo e illustrati ai sindacati a poche ore dal Consiglio dei ministri. Non c’è nessuna misura strutturale”.

Il segretario della Cgil: “Aumentare i salari”

Secondo Landini, “le lavoratrici e i lavoratori non hanno bisogno di propaganda ma di aumentare realmente i salari e non di marchette elettorali che offrono a pochi qualche decina di euro lordi una tantum”.

Per il segretario della Cgil, sono necessari “interventi strutturali a partire dal rinnovo dei contratti collettivi di lavoro scaduti e di adeguati finanziamenti per i contratti dei pubblici, dalla scuola alla sanità”.

Per il segretario generale della Cgil serve “una vera riforma fiscale che combatta l’evasione, che prenda le risorse dove sono, tassi profitti, extraprofitti e rendite, e non lasci tutto il peso del fisco sulle spalle di lavoratori dipendenti e pensionati”.

maurizio-landini-governo-meloni-1Fonte foto: ANSA

Il segretario della Cgil: “I lavoratori non hanno bisogno di propaganda”

In arrivo nuovi scioperi

Landini ha annunciato che, dopo quelli di aprile, nel prossimo futuro ci saranno nuovi scioperi. “Non abbiamo intenzione di fermarci” spiega al quotidiano La Repubblica.

Anzi, “chiediamo già da adesso al governo che il taglio al cuneo contributivo sia reso strutturale, più risorse per pensioni, lavoro, sanità e l’istruzione pubblica”.

In Italia “ci sono 4 milioni di persone in part-time involontario, 3 milioni di contratti a termine, 7 milioni che non arrivano a 11mila euro lordi l’anno”.

Landini afferma inoltre che “l’84% dei contratti attivati l’anno scorso erano precari, stagionali, intermittenti. Una situazione così, che penalizza giovani e donne, non sta più in piedi”.

Il precariato in Italia

In Europa, secondo i dati di Eurostat del 2023 citati dall’agenzia Adnkronos, circa un lavoratore su 8 ha un lavoro a tempo determinato.

L’Italia si colloca al sesto posto di questa speciale classifica, ma registra la tendenza peggiore tra i 27 Paesi nell’ultimo decennio.

Il nostro, infatti, è il Paese europeo in cui l’incidenza dei lavori a tempo determinato è aumentata di più nel corso dell’ultimo decennio+3,4% tra il 2013 e il 2022.

maurizio-landini-governo-meloni Fonte foto: ANSA
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