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Il partigiano Gastone Cottino morto a 98 anni: il docente emerito fra gli ultimi testimoni della Resistenza

La vita di Gastone Cottino, partigiano e docente emerito di diritto commerciale, morto all'età di 99 anni. Dalla guerra alla carriera accademica

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Gastone Cottino, figura eminente e poliedrica della storia di Torino, è morto all’età di 98 anni. Celebre docente emerito di diritto commerciale, Cottino era noto come partigiano capace di offrire, da 18enne, un notevole coraggio durante la Resistenza, facendo parte del gruppo di giovani che liberò il Palazzo di Città il 26 aprile 1945.

Chi era Gastone Cottino

Gastone Cottino, nato l’8 febbraio 1925 in una famiglia di giuristi, ha segnato indelebilmente la storia di Torino e dell’Italia con il suo impegno antifascista e la partecipazione attiva alla Resistenza.

Laureatosi poi in giurisprudenza dopo la guerra, Cottino si è specializzato in diritto commerciale, diventando il decano nazionale della disciplina.

partigiano gastone cottino morto professoreFonte foto: IPA

Il professore Gastone Cottino partecipò all’età di 18 anni alla liberazione di Palazzo di Città a Torino nel 1945

Gli anni della Resistenza

La sua giovinezza è stata segnata dagli eventi dell’8 settembre 1943, quando a soli 18 anni si unì ai Giovani liberali con il nome di battaglia “Lucio“.

Durante il suo percorso come partigiano, Cottino ha interagito con figure di spicco come il colonnello Giuseppe Ratti, il giurista Paolo Greco e il futuro vicedirettore de La Stampa, Carlo Casalegno.

Gastone Cottino, il partigiano “Lucio”

La mattina del 26 aprile 1945, un momento cruciale nella storia di Torino, Cottino era presente nell’abitazione di Edgardo Sogno per ritirare armi destinate alla liberazione del Municipio di Torino, prima di essere coinvolto nell’impresa della liberazione di Palazzo di Città.

“In una via Cernaia ancora distrutta mi trovavo con un carretto in mano. Una coperta copriva allo sguardo dei pochi passanti il materiale che stavo trasportando. Passai indenne sotto la Caserma Cernaia. Si rende conto? Oggi è la sede della Scuola allievi dei carabinieri, ma all’epoca era di stanza la Brigata Nera” aveva raccontato Cottino a La Stampa.

“Ancora mi domando come sia stato possibile. A guidarmi era sicuramente l’incoscienza dei vent’anni, ma soprattutto la consapevolezza che eravamo nell’imminenza di un evento di portata storica. È stata determinante, in questo, la collaborazione dei Vigili Urbani. Abbiamo così arrestato il podestà Michele Fassio. C’è una foto che immortala quel momento: con tutto il gruppo siamo ritratti sul balcone del Municipio già libero. L’edificio è visibilmente danneggiato in più parti per colpa degli attacchi tedeschi”.

Il ricordo del vicesindaco

“Anche la Città metropolitana di Torino partecipa con grande commozione al ricordo di Gastone Cottino” ha commentato il vicesindaco Jacopo Suppo nel porgere le condoglianze alla famiglia. “Era l’ultimo testimone del gruppo dei combattenti che il 26 aprile 1945 liberò Torino e il suo Palazzo di Città, e oggi ne ricordiamo la lunga e integerrima esistenza di antifascista, di giurista e di docente universitario”.

“Gastone Cottino, diventato partigiano poco meno che ventenne” ha ricordato Suppo, “ha rappresentato una gioventù capace di difendere i valori di democrazia e libertà, valori che poi ha riproposto lungo tutta la sua vita di educatore delle giovani generazioni”.

gastone cottino morto professore partigiano Fonte foto: IPA

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