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Il ministro tedesco avvisa Giorgetti sul patto di stabilità: "La Germania non accetterà regole non rigide"

Il ministro delle Finanze tedesco Lindner ha avvertito Giorgetti sulle nuove regole del patto di stabilità

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Avvertimento dalla Germania. Il ministro delle Finanze tedesco Lindner ha avvisato il suo omologo italiano Giorgetti che Berlino non accetterà “Regole non rigide” per la riforma del patto di stabilità.

Le parole di Lindner sul patto di stabilità

Il ministro delle finanze tedesco Christian Lindner ha commentato le trattative tra i Paesi membri dell’Unione europea sulla riforma del patto di stabilità e crescita, uno degli accordi più importanti dell’UE.

Facendo il punto della situazione con il ministro delle finanze francese Bruno Le Maire, ha dichiarato: “Penso che avremo questo accordo: consentiamo gli investimenti, manteniamo uno spazio fiscale per le riforme strutturali, ma rispetto alle vecchie regole le nuove poteranno ad un abbassamento del deficit, le vecchie non erano rigorose nell’applicazione”.

Lindner Giorgetti debitoFonte foto: ANSA
Il ministro delle Finanze tedesco Lindner

Lindner ha poi ribadito il rigore che la Germania richiede nel rispetto dei limiti imposti dal patto di stabilità sulla riduzione del debito: “La Germania non accetterà regole che non sono rigide, nel senso credibili, sufficienti ed efficienti” ha dichiarato.

L’accordo è vicino: accontentato Giorgetti

Le trattative in Europa per la riforma del patto di stabilità sono continuate anche con l’avvicinarsi delle festività. L’obiettivo è trovare un accordo tra gli Stati che chiedono un maggiore rigore, come la Germania, e quelli che invece vorrebbero più flessibilità, come l’Italia.

La questione più pressante per il ministro dell’Economia Giorgetti è quella degli interessi sul debito. L’aumento dei tassi ha fatto salire gli interessi sul debito, svantaggiando i Paesi come l’Italia che hanno una situazione debitoria difficile.

Giorgetti ha chiesto, e ottenuto secondo quando riporta l’agenzia di stampa ‘Adnkronos’, che il testo finale dell’accordo tra i 27 Paesi membri tenga conto di questo svantaggio almeno per i prossimi 3 anni, fino al 2027.

Perché serve una riforma del Patto di stabilità

Il patto di stabilità e crescita è un insieme di regole che i Paesi dell’UE si impongono per mantenere l’Unione e l’Euro stabili finanziariamente. I parametri principali sono due. Il rapporto tra debito e PIL dello Stato deve essere sotto il 60%. Quello tra deficit, i soldi che lo Stato spende in più rispetto a quelli che guadagna con le tasse, e PIL del 3%.

In caso questi parametri vengano sforati, esistono regole di rientro. Sono queste regole l’oggetto della riforma. Nel nuovo testo, chi sfora il rapporto debito/PIL concorderà con la Commissione un piano di rientro. Chi invece va oltre il rapporto deficit/PIL dovrebbe rientrare ogni anno di mezzo punto percentuale fino a scendere sotto il 3%.

Durante il Covid le regole del patto di stabilità erano state sospese. Ad oggi l’Italia ha un rapporto debito/PIL del 134,8%. Quello tra deficit e PIL si aggira invece attorno al 4,3%.

giorgetti Fonte foto: ANSA

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