,,

Il 2030 secondo la Next Generation: la ricerca di BNP Paribas Cardif

Next Gen 2030’, un’interessante indagine di BNP Paribas Cardif rivela cosa si aspettano i giovani dal futuro

Come sarà la vita nel 2030? Quando si è concentrati a vivere il presente risulta difficile riuscire ad immaginare il futuro. A delineare un quadro di quelli che potrebbero essere gli scenari a cui stiamo andando incontro ci hanno pensato mille ragazzi, tra i 15 e i 30 anni, che hanno partecipato a ‘Nex Gen 2030’, la ricerca commissionata da BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia[1], e condotta dall’istituto Eumetra MR.

Scuola, università e lavoro: nuove materie e preponderanza dello smartworking

Non c’è futuro senza formazione e questo i giovani lo sanno. Scuola e università, così, rappresentano uno dei temi più caldi. Più della metà degli intervistati, ben il 51%, si aspetta una vera e propria rivoluzione dei programmi di studio, con nuove materie che sostituiranno parte di quelle attualmente presenti. Il 43%, inoltre, auspica anche la possibilità di piani di studio altamente personalizzati.

Il modello della Next Generation è quello dei campus americani, senza classi fisse, ma con corsi da frequentare (il 28%) o con un suo modello evoluto in cui sia mantenuta la presenza in classe (il 30%). La DAD, sperimentata durante l’emergenza sanitaria, riscuote apprezzamento, con il 36% degli intervistati che la immagina ancora presente nel futuro, obbligatoria in alcuni giorni o addirittura con libera scelta dello studente (32%). Via libera anche alla ridefinizione degli spazi, con edifici scolastici completamente rinnovati e con la predisposizione di aule con tecnologie evolute (il 28%).

Per quanto riguarda le università, le nuove generazioni sognano una riorganizzazione dei corsi, che devono essere sempre più incentrati sui temi di attualità che interessano il mondo, come l’intelligenza artificiale (62%), le scienze ambientali (53%) e la medicina hi-tech (49%).

La Next Gen si aspetta grandi cambiamenti anche dal mondo del lavoro. Spazio allo smartworking, con una modalità d’alternanza con la presenza in ufficio per più della metà degli intervistati (52%) o con la presenza fisica solo se necessaria (34%). Ben il 44% dei ragazzi, inoltre, ipotizza una riduzione della giornata lavorativa ad un massimo di 5 ore o, per il 23% del campione, una settimana lavorativa ridotta a 3-4 giorni, con uno stipendio che rimane intatto. Un supporto ai lavoratori arriverà dalle tecnologie, con pc intelligenti, assistenti vocali, sistemi di monitoraggio della salute e del benessere e controllo della produttività basato su nuovi algoritmi e intelligenza artificiale.

Ambiente e società: più aree verdi e inclusione

La Next Gen dimostra di avere consapevolezza, grande sensibilità e attenzione per il prossimo. Per il 2030 i giovani sognano relazioni più eque, con minori discriminazioni dovute al genere (35%) e all’aspetto fisico (32%).

L’attenzione per le persone è dimostrata anche quando si parla di città, che dovranno essere alla portata di tutti, soprattutto delle persone con esigenze specifiche come mamme, anziani e disabili (33%). Spazio anche alla tecnologia, con soluzioni smart come i cestini per i rifiuti intelligenti (33%), a più ambienti di aggregazione (32%) e alla creazione di nuove aree verdi.

Infine, è tanta la preoccupazione per l’ambiente, con un 31% del campione che prevede un peggioramento del riscaldamento globale e dell’inquinamento. Le nuove generazioni, quindi, si dimostrano particolarmente propense a introdurre nella loro vita nuove tecniche per il riciclo e il riutilizzo dei prodotti (41%). Nel 19% dei casi, inoltre, auspicano anche un utilizzo di sole fonti di energia rinnovabili.

Media e acquisti: il trionfo dell’online e del cashless

Nei prossimi anni, secondo il 35% dei ragazzi intervistati, continuerà ad imporsi la tv on demand, a cui potrebbe far seguito anche la nascita di teatri, cinema e concerti digitali e virtuali. Addio, invece, ai social network così come li conosciamo oggi. Per il 32% del campione quelli attuali (Facebook, TikTok, Instagram, etc.) scompariranno per lasciare spazio a nuove piattaforme.

Il digitale sarà preponderante anche in materia di acquisti, con un 40% degli interpellati sicuri di effettuare compere esclusivamente online nel 2030. L’economia, inoltre, sarà cashless, con operazioni che verranno effettuate senza l’utilizzo di contanti (51%) e con pagamenti attraverso smartphone, orologi o altri dispositivi indossabili (48%).

Casa e salute: è l’era della domotica e dell’intelligenza artificiale

Le nuove tecnologie saranno il leitmotiv del futuro, anche in ambito domestico: la next generation attende un continuo sviluppo della domotica che sarà presente in tutte le case (43%).

La vera rivoluzione, però, sarà sul tema della salute. Il 46% dei ragazzi intervistati, infatti, pensa che i progressi fatti nella produzione di vaccini verranno sfruttati anche per trovare nuove cure. La tecnologia è, ancora una volta, protagonista. Gli smartwatch, secondo il 36% del campione, diventeranno infatti degli strumenti diagnostici immediati per tutti. Nella loro visione, inoltre, anche liste di attesa più brevi (28%) e più ospedali sul territorio.

Assicurazioni: nuove esigenze si fanno spazio

Insomma, quello che le nuove generazioni prospettano è un 2030 più tecnologico, dinamico e inclusivo, che, però, comporta anche maggiori rischi. Per questo, probabilmente, avvertono la necessità di una maggiore protezione. Desiderano, principalmente, un’unica polizza che li assicuri da tutti i rischi che vedono nel loro futuro e una maggiore digitalizzazione delle compagnie assicurative.

Il 2030 sarà come i giovani lo immaginano? La ricerca di BNP Paribas Cardif offre spunti interessanti e un quadro ben chiaro delle esigenze e dei sogni della next generation. La strada da percorrere è, quindi, ben delineata.

[1] Classifica Ania 2020

In collaborazione con BNP Paribas Cardif

VirgilioNotizie | 22-11-2021 09:30

nextgen Fonte foto: IOL
,,,,,,,