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Guerra in Ucraina, Sberbank lascia il mercato europeo: perché la banca russa ha reagito così alle sanzioni

Una delle più grandi banche della Russia, Sberbank, ha deciso di lasciare il mercato europeo: qual è il motivo e perché è legata a Vladimir Putin

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Una diretta conseguenza delle sanzioni. Sberbank, banca russa, lascia il mercato europeo. L’istituto di credito non era stato inserito nella lista di quelli contro i quali gli ambasciatori dell’Unione europea hanno approvato l’esclusione dal sistema Swift. Le banche coinvolte sono 7, ma Sberbank è assente. Allora perché la banca russa ha scelto di dire addio al mercato europeo? Lo ha spiegato attraverso un comunicato. Intanto la Borsa di Mosca resterà chiusa anche mercoledì 2 marzo, per il terzo giorno consecutivo.

Guerra in Ucraina, perché la Sberbank è stata sanzionata

La Sberbank è stata colpita dalle sanzioni in quanto banca di proprietà dello Stato russo.

Nonostante non sia stata esclusa dal sistema Swift, almeno per il momento, alcuni Paesi come la Gran Bretagna si sono mossi per colpire i colossi russi, tra cui Sberbank, finita nell’elenco delle sanzioni britanniche.

Lo ha spiegato il ministero degli Esteri di Londra, che ha sottolineato come Sberbank sia legata al governo russo, essendo l’istituto di credito più grande nel Paese per patrimonio controllato.

Le sanzioni britanniche hanno compreso il congelamento dei capitali in sterline nelle filiali straniere.

sberbank lascia mercato europeo guerra ucrainaFonte foto: ANSA
La facciata degli ormai ex uffici della filiale austriaca di Sberbank, a Vienna

Sberbank lascia il mercato europeo: i motivi

Sberbank, all’alba italiana di mercoledì 2 marzo, ha deciso di lasciare il mercato europeo. Lo ha fatto attraverso un comunicato, citato dall’agenzia Tass: “Nel contesto attuale, Sberbank ha deciso di ritirarsi dal mercato europeo. Le banche sussidiarie del gruppo si trovano ad affrontare un deflusso anomalo di fondi e una minaccia per la sicurezza dei dipendenti e delle filiali“, ha affermato la banca.

La nota evidenzia che “a causa dell’ordine della Banca centrale della Federazione Russa, Sberbank of Russia non sarà in grado di fornire liquidità alle filiali europee”.

Quindi, ricapitolando, Sberbank si è ritirata dal mercato europeo per due ragioni:

  • deflusso anomalo di fondi;
  • minacce alla sicurezza di dipendenti e filiali.

Chiude la filiale di Sberbank in Austria: riapriranno quelle in Croazia e Slovenia

La filiale europea della banca russa Sberbank, quindi, dovrebbe essere liquidata dopo essere finita sotto pressione a causa delle sanzioni occidentali imposte in risposta all’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca, secondo quanto riferito dai funzionari della Bce.

La filiale austriaca del più grande prestatore russo Sberbank Europe AG sarebbe stata autorizzata a entrare in “normali procedure di insolvenza”, mentre le filiali in Croazia e Slovenia sono state vendute alle banche locali, il Single Resolution Board, parte del sistema dell’Unione Europea per mantenere la stabilità finanziaria e riapriranno nelle prossime ore.

I depositanti della filiale austriaca sarebbero protetti fino a 100 mila euro, in linea con la legislazione europea. Quelli in Croazia e Slovenia sarebbero coperti “senza limiti”.

Dopo le sanzioni dell’Unione europea, la Bce ha spiegato che la filiale europea di Sberbank era “in fallimento” o sarebbe “probabilmente fallita” nell’immediato futuro, dopo aver “sperimentato significativi deflussi di depositi come risultato dell’impatto reputazionale delle tensioni geopolitiche”.

Il sostegno alla filiale austriaca non è stato possibile perché la banca centrale russa proibisce alle istituzioni finanziarie di inviare contanti ai Paesi che hanno imposto sanzioni.

Sberbank Europe AG – che è al 100% dalla società madre russa della banca – ha anche filiali, non controllate dai regolatori europei, in:

  • Bosnia ed Erzegovina;
  • Repubblica Ceca;
  • Ungheria;
  • Serbia.

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