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Governo Pd-M5s: cosa ha votato segretamente Di Maio su Rousseau

Il capo politico del M5s non ha voluto esprimere pubblicamente la sua preferenza, al contrario degli altri vertici pentastellati

“Il voto è segreto” ha ripetuto più volte il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, riferendosi alla consultazione sulla piattaforma Rousseau sulla formazione del governo Conte Bis insieme al Pd. Eppure fonti a lui vicine, secondo Il Messaggero, avrebbero raccolto questo ragionamento da parte del pentastellato: “Non voglio tornare al voto, non voglio le elezioni anticipate, preferisco completare il lavoro portato avanti in questi 14 mesi”. Un’intenzione che lo avrebbere spinto a votare il via libera all’esecutivo giallorosso.

I vertici del Movimento 5 Stelle sono apparsi divisi tra chi ha dichiarato le proprie intenzioni e chi, invece, ha scelto la strada del silenzio. Se Beppe Grillo si è speso pubblicamente in più interventi attraverso il blog, Davide Casaleggio e Alessandro Di Battista sono apparsi più sibillini sui social e ai microfoni della stampa.

Contrapposte anche le reazioni di Roberto Fico e Luigi Di Maio sulla decisione presa dalla base pentastellata, con il presidente della Camera che ha rotto il suo consueto silenzio istituzionale con un post su Facebook: “Oggi il Movimento 5 Stelle ha deciso di non arrendersi, e di continuare il lavoro parlamentare per la realizzazione del proprio programma, votato da milioni di italiani appena un anno e mezzo fa”.

In conferenza stampa, annunciando il risultato del voto su Rousseau, è stato lo stesso Luigi Di Maio ad ammettere le divergenze sul futuro del M5s avute negli scorsi giorni con il garante pentastellato: “Sicuramente con Beppe Grillo abbiamo avuto differenze di vedute sui 20 punti, perché giustamente una persona che guarda avanti come Beppe guarda quei 20 punti e pensa sempre che siano troppo poco. Su questo non c’è stato bisogno neanche di un chiarimento. Ci vogliamo bene, continuiamo a volerci bene e continuiamo a lavorare insieme”.

Luigi Di Maio, come sottolinea Il Messaggero, ha parlato anche del suo dietro front sulla nomina di vicepremier: “Per me è un merito, non una nota negativa: ho già fatto tante rinunce e questa non mi pesa”. Senza però dare una benedizione esplicita all’accordo trovato con il Partito Democratico. E ha ribadito: “Il nostro statuto non è attrezzato per fare alleanze sui territori, siamo legati a una visione di essere alternativi. Abbiamo sempre visto la candidatura 5 stelle alternativa alle altre forze, le nuove regole ci permettono di fare coalizioni solo con liste civiche”.

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VIRGILIO NOTIZIE | 04-09-2019 12:02

Governo M5S-Pd, il toto ministri: tutti i nomi Fonte foto: Ansa
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