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Fiducia al Governo, il Senato ha deciso: inizia il Conte bis

Il Senato ha votato la fiducia: 169 a favore, 133 contrari e 5 astenuti

Il Senato ha votato la fiducia al governo  M5S-Pd con 169 a favore, 133 contrari e 5 astenuti. Il voto, insieme a quello della Camera, segna l’inizio definitivo del nuovo esecutivo guidato dal premier Giuseppe Conte. La vittoria al Senato è stata ottenuta con 8 voti di scarto (il limite minimo è 161). Sono due voti in meno rispetto al primo governo Conte che ne aveva ottenuti 171.

Parlando a Skytg24 del futuro del governo, nello specifico sulla nomina dei sottosegretari, Conte ha risposto: “Dobbiamo fare il prima possibile”. Sono state diverse le reazioni di alleati e opposizione dopo il voto, tra cui quella di Luigi Di Maio che ha detto di essere rimasto sorpreso dai dem.

Il premier Conte contro “l’arroganza di Salvini”

Al termine del dibattito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha replicato ai senatori prima del voto di fiducia. Ha iniziato parlando dell’importanza della nomina di Gentiloni a commissario europeo agli affari economici, definito uno dei più prestigiosi. E ha chiesto il supporto di tutte le forze politiche nel lavorare in ambito europeo per la riforma del Patto di stabilità.

Conte è stato interrotto più volte dai cori “Dignità, dignità” e “traditore, traditore” di diversi senatori leghisti, in particolare quando ha iniziato a parlare della passata esperienza di governo e dello scontro personale con Salvini, che nel suo intervento lo ha chiamato più volte “Conte-Monti”. Conte ha risposto ai cori chiedendo ai leghisti “cosa ci sia di dignitoso in tutti i repentini voltafaccia che ci sono stati in poche settimane”.

Il premier ha detto che il leader leghista è rimasto fermo all’8 agosto, quando con “arroganza ha unilateralmente scelto di portare il paese a elezioni anticipate”. E ha affermato che Salvini ha attribuito ad altri i propri errori nella crisi di governo: “Assegnare ad altri le proprie colpe è il percorso più lineare per essere deresponsabilizzati a vita, un modo certo, non il migliore, per salvare la propria leadership”.

Conte ha proseguito passando al programma di governo, illustrato nel discorso programmatico alla Camera. Rispetto ai punti già illustrati nella giornata di lunedì, il premier ha detto che l’Europa dovrebbe investire di più nel continente africano. In chiusura ha parlato di immigrazione, un tema complesso e che deve essere affrontato su più livelli, invitando tutti ad evitare la logica degli slogan “porti chiusi, porti aperti”.

Matteo Salvini contro Giuseppe Conte

Il senatore Matteo Salvini ha iniziato il suo intervento in Aula attaccando i suoi ex alleati del Movimento 5 Stelle: “Siete passati dalla rivoluzione a prendere i voti di Casini, Monti e Renzi”. Ha parlato per circa 20 minuti, utilizzando molte volte il termine “poltrone”.

Il leader leghista che ha fatto cadere il governo in agosto ha detto di essere stato onorato di aver servito come ministro e di tornare a casa “con una poltrona di meno, ma con tanta dignità in più”.

Il leader della Lega ha usato parole dure contro il presidente del Consiglio, chiamandolo più volte “Conte-Monti” e accusandolo di essersi “inchiodato alla poltrona come una delle vecchie mummie della prima Repubblica”.

Salvini ha più volte battuto sul governo frutto di una manovra di palazzo e contro la volontà dei cittadini. “Siete minoranza nel Paese: voi siete maggioranza solo nei giochi di palazzo per salvare le poltrone”, ha detto il leader leghista rivolgendosi a M5S e PD, aggiungendo che “chi non vuole passare dal voto vuol dire che non ha la coscienza a posto”. “Il governo è basato sulla spartizione delle poltrone e sulla paura del voto degli italiani”.

Parlando poi della nomina di Paolo Gentiloni a commissario europeo, Salvini si è rivolto al premier dicendo che l’Europa le “ha passato una sola”.

Salvini ha parlato anche dei decreti sicurezza e della volontà espressa nei giorni scorsi dal PD di rivederli o cancellarli, e, rivolgendosi alla ministra Lamorgese ha detto: “Mi auguro che non si pieghi ai ricattucci della sinistra cancellando i decreti sicurezza perché farebbe il male di questo Paese”.

Le polemiche sul caso di Bibbiano e il cartello censurato

La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha sospeso la seduta parlamentare poco dopo le 13, in seguito al comportamento della senatrice della Lega Lucia Borgonzoni, che durante il proprio intervento si è spogliata, mostrando una maglietta con su scritto “Parliamo di Bibbiano”. Il caos e le proteste in Aula hanno reso impossibile continuare il dibattito. Dopo meno di dieci minuti, la seduta è ripresa e la parlamentare ha attaccato Giuseppe Conte. Gli esponenti del nuovo esecutivo hanno lasciato i banchi del governo.

“Bibbiano! Bibbiano!” è il coro che alcuni senatori della Lega hanno urlato contro i colleghi del Pd durante l’intervento del Dem Dario Stefano. Alcuni di loro hanno scandito le parole battendo le mani sui banchi. Come riporta Ansa alcuni senatori leghisti hanno anche intonato il coro “Dignità, dignità” all’avvio della discussione sulla fiducia. Il leghista William De Vecchis, ha mostrato un cartello con la scritta “Sei un barone, non un Conte” riferito al premier. Il cartello è stato subito rimosso dai commessi.

Liliana Segre parla della Resistenza e di simboli religiosi

“Mi accingo a esprimere fiduciosa un voto favorevole a questo governo” ha dichiarato in Aula la senatrice a vita Liliana Segre, superstite dell’Olocausto e attivista per la divulgazione degli avvenimenti della Shoah in Italia. “Il mio atteggiamento di fronte alla nascita del governo è di preoccupazione e allo stesso tempo di speranza. Ho temuto un inesorabile imbarbarimento della nostra società” e “mi attendo che il nuovo governo operi concretamente per la difesa della democrazia e dei principi di solidarietà nati dalla Resistenza”.

VIRGILIO NOTIZIE | 10-09-2019 19:05

Governo Conte bis: il Senato vota la fiducia. Le foto del giorno Fonte foto: Ansa
Governo Conte bis: il Senato vota la fiducia. Le foto del giorno
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