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Gli "amanti di Modena" erano due uomini: l'incredibile scoperta

I due scheletri, rinvenuti dieci anni fa a Modena, sono stati identificati come due uomini: la loro storia resta ancora un grande mistero

10 anni fa, nella necropoli di Modena, vennero rinvenuti due scheletri di età tardo antica, mano nella mano: la scoperta suscitò grande sensazione e i due corpi vennero subito ribattezzati “gli amanti di Modena”.

Ora, dopo un decennio, la scoperta ancora più sensazionale: non si tratta dello scheletro di un uomo e di una donna, come da subito si era pensato, ma di due uomini. Le analisi effettuate sui due corpi dall’Università di Modena e di Reggio Emilia, in particolare sulle proteine dei denti, hanno portato a questa conclusione: si tratta di un caso senza precedenti, come ha spiegato il ricercatore Federico Lugli, perchè se in passato erano state già trovate sepolture in cui i cadaveri erano stati deposti mano nella mano, si era sempre trattato di due persone di sesso opposto.

Il legame fra i due corpi resta per ora un mistero: una relazione omosessuale, secondo gli studiosi, è l’ipotesi in realtà più remota. Secondo quanto si conosce degli usi e costumi dell’epoca, è molto difficile che una relazione omosessuale fosse riconosciuta e celebrata in questo modo: altre ipotesi propendono per un legame di parentela o per due guerrieri morti insieme in battaglia.

I due scheletri, dal 2014 conservati al Museo civico archeologico etnologico di Modena, devono ancora riuscire a raccontarci la loro storia.

VIRGILIO NOTIZIE | 13-09-2019 10:46

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