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Giustizia, vertice notturno e scontro M5S-PD: la doppia proposta

Nuovo vertice di maggioranza e nuova fumata nera: resiste il nodo della prescrizione che divide M5S e Pd

Nuova fumata nera per quanto riguarda l’accordo nella maggioranza di governo su processo penale e prescrizione. Nella tarda serata di martedì, a Palazzo Chigi, si è tenuto un vertice di maggioranza sulla riforma della Giustizia, alla presenza del ministro Alfonso Bonafede e delle delegazioni di Pd, M5S, Italia Viva e LeU: dopo circa tre ore, l’incontro è terminato senza portare all’attesa fumata bianca.

Un’intesa, invece, è stata raggiunta sul processo civile. Bonafede ha spiegato, in alcune dichiarazioni riportate dall”Ansa’, che la riforma del processo civile su cui è arrivato il via libera dei partiti di maggioranza “è una riforma importantissima che chiedono i cittadini e le imprese e che è fondamentale che per gli investimenti”.

Poi, il ministro della Giustizia ha aggiunto che si tratta di una riforma “che dimezza di tempi del processo”. Bonafede si è inoltre augurato che “nei prossimi giorni” possa essere varata anche la riforma del penale.

Giustizia, processo penale: la doppia proposta di Bonafede

Il ministro della Giustizia ha portato al tavolo della maggioranza due proposte di riforma per quanto riguarda il processo penale. La prima, ha spiegato il ministro, prevede “la possibilità per chi è assolto in primo grado di fare richiesta per avere una corsia preferenziale” per accedere in appello. La seconda prevede una forma di agevolazione dell’indennizzo, già previsto dalla legge, nel caso di sforamento dei termini previsti dalla riforma.

Bonafede ha spiegato così la prima proposta: “Si stabilisce che per gli assolti e su loro richiesta ci sia una corsia preferenziale in secondo grado: ciò vuol dire che chi è stato assolto in primo grado, facendo una richiesta specifica, vedrà la sua causa avere una trattazione urgente: possiamo dire che in secondo grado la sua causa durerà mesi, non anni”.

Il ministro ha aggiunto: “Questo è anche per venire incontro alle richieste della maggioranza che aveva chiesto di differenziare la posizione degli assolti dai condannanti in primo grado”. La proposta, ha spiegato Bonafede, è arrivata “a seguito dei vari incontri che c’erano stati le scorse settimane” e “per andare incontro alle richieste della altre forze politiche di maggioranza”.

Questa, invece, è la spiegazione di Bonafede per quanto riguarda la seconda proposta: “Nonostante la riforma azzeri il rischio di sforamento dei termini del processo, abbiamo previsto che, in caso in cui si registrasse uno sforamento dei termini previsti dalla riforma, l’indennizzo previsto oggi dalla legge possa prevedere un accesso agevolato per il processo più lungo”.

Bonafede ha poi annunciato che sulle proposte di riforma del processo penale “le forze politiche hanno chiesto una riflessione, quindi ci riaggiorneremo”.

E ha concluso: “Io continuo a dire che i cittadini non possono aspettare a lungo una riforma del processo che gli garantisca tempi e certi e brevi del processo”.

Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis del Pd, al termine del vertice di maggioranza sulla giustizia, ha detto in alcune dichiarazioni riportate da ‘Ansa’: “Non abbiamo ancora trovato soluzioni condivise per garantire che i processi siano più rapidi e più giusti, ma con un istituto giuridico per una durata non illimitata dei processi. Ci siamo riaggiornati per proseguire il confronto”.

E poi: “Siamo tutti convinti dell’importanza di una riforma per processi più giusti e più rapidi, in cui non si arrivi alla prescrizione, che è una sconfitta per tutti: dunque siamo impegnati affinché i processi siano ben strutturati perché non si arrivi alla prescrizione, ma anche per una norma di chiusura per evitare processi di durata irragionevole”.

Riforma della Giustizia e prescrizione: la posizione del Pd

Il nodo della prescrizione divide M5S e Pd: come si legge su ‘La Repubblica’, il Partito Democratico insiste sulle due prescrizioni. La prima, oggi in vigore, fissa per ogni reato un tempo per esercitare l’azione penale. I Dem, però, vogliono aggiungere una prescrizione “processuale”, per cui l’appello non potrà durare più di 2 anni e quello in Cassazione un solo anno, con una distinzione in caso di condanna o assoluzione.

Nel primo caso il condannato, se il suo appello dura più di due anni, ottiene uno sconto di pena. Chi è assolto, invece, diventa libero definitivamente.

Il Pd pretende la contestualità: la riforma Bonafede passa “solo” se passa la sua prescrizione processuale. Ed è arrivato il no del ministro, che non cede sull’entrata in vigore della sua legge (prescrizione “morta” dopo il primo grado di giudizio) il prossimo gennaio.

VIRGILIO NOTIZIE | 20-11-2019 07:19

Giustizia, nuova fumata nera: la doppia proposta M5S al Pd Fonte foto: Ansa
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