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Giornata delle vittime Covid, l'omaggio di Draghi: le sue parole

Il premier Mario Draghi ha parlato a Bergamo in ricordo delle vittime del coronavirus: il suo omaggio

Nella prima Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime del coronavirus, Mario Draghi ha fatto visita a Bergamo e ha posato una corona d’alloro sulla stele dedicata alle vittime dell’epidemia al cimitero monumentale. Il premier, infatti, ha deciso di celebrare la commemorazione nella città più colpita dalla prima ondata, con oltre 3400 vittime ufficiali per coronavirus anche se quelle stimate sono circa 6000.

Il premier ha parlato davanti a un ristretto numero di persone: fra di loro il sindaco Giorgio Gori, il vescovo Francesco Beschi, il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli, il prefetto Enrico Ricci, il direttore generale dell’Ats Bergamo Maurizio Giupponi, la direttrice dell’ospedale Giovanni XXIII, un’infermiera e un medico di base.

Poi Draghi si è spostato al parco della Trucca per l’inaugurazione del bosco della memoria, per piantare un Tiglio donato dal Comune di Buccari, nel Siracusano.

In mattinata il Quirinale ha reso noto che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgata la legge approvata ieri dal Parlamento che istituisce la “Giornata nazionale in memoria di tutte le vittime dell’epidemia da coronavirus” che verrà celebrata il 18 marzo di ogni anno.

Il discorso di Draghi: le sue parole

“Non possiamo abbracciarci ma questo è il giorno in cui dobbiamo sentirci tutti più uniti – ha detto Mario Draghi nel suo discorso a Bergamo – . Cari bergamaschi, avete vissuto giorni terribili, sono tante le immagini di questa tragedia ma una è indelebile, la colonna di carri militari carichi di bare“.

“Questo luogo è un simbolo del dolore di un’intera nazione – ha ribadito il premier -. È anche il luogo di un impegno solenne che oggi prendiamo. Siamo qui per promettere ai nostri anziani che non accadrà più che le persone fragili non vengano adeguatamente assistite e protette. Solo così rispetteremo la dignità di coloro che ci hanno lasciato”.

Ricordare ci aiuta a fare buone scelte per la tutela della salute pubblica e per la salvaguardia del lavoro dei cittadini. Ricordare i tanti e magnifici esempi di “operatori del bene” espressi nell’emergenza da questa terra ci dà la misura della sua capacità, del suo sacrificio”. Lo dice il premier Mario Draghi a Bergamo.

Nel suo discorso il presidente del Consiglio ha richiamato alla memoria “le figure simbolo di resistenza civile di questa comunità”.

“Vorrei ricordare gli operatori dell’ospedale Papa Giovanni XXIII. In questi mesi hanno dato un contributo straordinario di professionalità e di dedizione, spesso pagato con la vita. Vorrei ricordare il miracolo – e non si può definire diversamente – dell’ospedale da campo della Fiera di Bergamo. Allestito in pochi giorni dagli Alpini, dalla Protezione Civile e dagli artigiani volontari. E sostenuto dalla grande generosità dei cittadini bergamaschi. Il sindaco Giorgio Gori ricorda nel suo libro – che ha come titolo “Riscatto” – anche i mille volontari, ragazze e ragazzi, che hanno aiutato le persone in difficoltà. Il sindaco li ha chiamati, a ragione, i “nuovi mille” di Bergamo”.

Insieme alla commemorazione dei giorni più tragici dell’epidemia da Covid-19 il premier è tornato alla stretta attualità: “Il governo è impegnato a fare il maggior numero di vaccinazioni nel più breve tempo possibile. Questa è la nostra priorità – ha assicurato Draghi -. La sospensione del vaccino AstraZeneca, attuata lunedì con molti altri Paesi europei, è stata una decisione temporanea e precauzionale. Nella giornata di oggi, l’Agenzia Europea dei Medicinali darà il suo parere definitivo sulla vicenda. Qualunque sia la sua decisione, la campagna vaccinale proseguirà con la stessa intensità, con gli stessi obiettivi”.

“L’incremento nelle forniture di alcuni vaccini aiuterà a compensare i ritardi da parte di altre case farmaceutiche” ha garantito il premier. “Abbiamo già preso decisioni incisive nei confronti delle aziende che non mantengono i patti”, sottolinea.

“Tutta la comunità bergamasca ha dato prova di saper reagire, di trasformare i lutti e le difficoltà in voglia di riscatto, di rigenerazione. Il suo esempio è prezioso per tutti gli italiani che, sono certo, non vedono l’ora di rialzare la testa, ripartire, liberare le loro energie che hanno reso meraviglioso questo Paese.” conclude Draghi alla cerimonia per la Giornata Nazionale in memoria delle vittime del Covid, a Bergamo.

VirgilioNotizie | 18-03-2021 11:59

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