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Giorgia Meloni è "uomo dell'anno" nel titolo di Libero Quotidiano: critiche anche dal centrodestra

Fa discutere il titolo "Uomo dell'Anno" attribuito a Giorgia Meloni da "Libero Quotidiano": una provocazione che genera critiche anche dai media "amici"

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Fa discutere la provocazione di Capodanno del quotidiano “Libero Quotidiano” che con un suo titolo ha insignito Giorgia Meloni dell’attributo di “uomo dell’anno“. La scelta sembra aver generato perplessità in senso trasversale, portando riflessioni critiche anche all’interno della destra. A manifestare un aperto dissenso è, ad esempio, “Il Secolo d’Italia“, con la controversia che si è concentrata sulla rappresentazione di genere e su come l’identità femminile di Meloni potrebbe essere stata oscurata da un titolo dal significato ambiguo.

Il titolo di “Libero Quotidiano” su Giorgia Meloni

“Libero Quotidiano”, noto per il suo orientamento conservatore, ha quindi deciso di incensare la premier a modo suo, in una scelta che ha però generato non solo reazioni esterne, ma anche disaccordi all’interno della stessa corrente politica.

Fa riflettere in particolare la posizione adottata da “Il Secolo d’Italia”, giornale affiliato al partito Alleanza Nazionale, che ha espresso apertamente il proprio dissenso.

Il precedente di Emma Bonino

Il direttore di “Libero Quotidiano”, Mario Sechi, ha difeso la scelta di nominare Giorgia Meloni “Uomo dell’Anno” sostenendo che la sinistra manca di senso dell’ironia e di memoria.

Il riferimento è a un manifesto del 1999 con Emma Bonino, dove si utilizzava lo slogan “Finalmente l’uomo giusto” per la sua candidatura alla Presidenza della Repubblica.

“Indro Montanelli diceva che i comunisti non sanno ridere, aveva ragione, abbiamo una sinistra priva di senso dell’ironia e completamente smemorata” ha commentato Sechi. “Il problema è che non sanno neppure leggere gli articoli e gli allocchi abbondano”.

La critica de “Il Secolo d’Italia”

Nell’articolo a firma Annalisa Terranova, “Il Secolo d’Italia” afferma che la scelta di “Libero Quotidiano” non è stata compresa né accettata dalla redazione. In particolare, si evidenzia come la risposta alla critica della sinistra, che aveva associato Meloni al patriarcato, avrebbe dovuto sottolineare l’identità femminile della premier, anziché oscurarla.

Quello che viene evidenziato è una sorta di paradosso: “Libero Quotidiano”, in un passato non troppo remoto, aveva celebrato la vittoria del centrodestra alle elezioni del 2022 con il titolo “È tutto vero!” in una speciale edizione in carta rosa.

In questo modo, era stata sottolineata la presenza di una donna alla guida del Paese per la prima volta. Tale enfasi sulla femminilità di Meloni sembra distante da quella attuale, evidenziando quantomeno un momento di “confusione” delle idee all’interno del quotidiano.

La spiegazione del direttore di “Libero Quotidiano”

Mario Sechi, direttore di “Libero Quotidiano” e ex portavoce di Meloni, ha spiegato la decisione definendo Meloni come “Uomo dell’Anno” poiché avrebbe cancellato la guerra dei sessi, superando stereotipi di genere e diventando un simbolo di forza e decisionismo “pensando differente, essendo divergente, superando la boria dei maschi e lo sconfittismo delle femmine”.

Tuttavia, “Il Secolo d’Italia” non ha trovato convincenti queste motivazioni. Il giornale ha sottolineato l’importanza di riconoscere e valorizzare la competenza e la leadership delle donne in politica, senza associare automaticamente il termine “donna” al concetto di sconfitta.

meloni uomo anno libero Fonte foto: ANSA
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