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Gino Paoli torna sul tentato suicidio e su quello di Luigi Tenco: allusione al Pronox e retroscena con Dalla

Gino Paoli ha raccontato il suo tentato suicidio e quello di Luigi Tenco, alludendo al Pronox. Poi ha svelato un retroscena sull'amico Lucio Dalla

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In una lunga intervista, Gino Paoli è tornato a parlare del suo tentato suicidio e di quello, portato a termine, di Luigi Tenco. Il cantautore ligure ha rivelato anche un retroscena sull’amico Lucio Dalla.

Il racconto di Gino Paoli sul suo tentato suicidio

Al ‘Corriere della Sera’, a proposito del suicidio tentato la notte dell’11 luglio del 1963, Gino Paoli ha raccontato:

“Provo con i barbiturici, il Nembutal, annaffiati con il calvados, ma non fanno niente. Penso di gettarmi di sotto, ma non voglio dare a mia madre il dolore di vedere un figlio straziato. Mi ricordo di avere due pistole. Faccio le prove sparando con la Derringer calibro 5 dentro un libro bello spesso e vedo che il proiettile entra in profondità. Così mi corico sul letto e mi sparo. Non alla testa, sempre per non dare quel dolore a mia madre. Al cuore”.

Il cantautore ha poi spiegato perché è ancora vivo: “Il proiettile si fermò nel pericardio. È ancora lì, mi tiene compagnia”.

Sul motivo del suo gesto, Gino Paoli ha spiegato:

Avevo tutto e non sentivo più niente. Le due donne più belle d’Italia, Ornella Vanoni e Stefania Sandrelli, erano innamorate di me. In garage avevo una Porsche, una Ferrari e una Flaminia Touring. Cos’altro potevo avere? Volevo vedere cosa c’era dall’altra parte“.

Gino PaoliFonte foto: ANSA

Gino Paoli sul palco del Festival di Sanremo nel febbraio 2023.

Il pensiero di Gino Paoli sul suicidio di Luigi Tenco

Del suicidio di Luigi Tenco, Gino Paoli ha detto:

Un colpo di teatro non riuscito. Come se avesse voluto imitare me: spararsi e restare vivo. Andava molto una droga arrivata dalla Svezia, il Pronox, che ti dava un senso di sdoppiamento, come se non fossi più responsabile di te stesso… Appena arrivò la notizia mi precipitai a Sanremo. Il festival andava fermato. Se fossi stato in gara sarei riuscito a fermarlo. Incontrai Lucio Dalla e lo attaccai al muro. Avrebbe dovuto ritirarsi”.

Il retroscena di Gino Paoli su Lucio Dalla

In un altro passaggio dell’intervista, Gino Paoli ha parlato ancora dell’amico Lucio Dalla:

“Avevo semplicemente capito che era un genio. (…) Dividevamo la stanza, a volte il letto, senza che mi sia mai venuto il dubbio che Lucio fosse omosessuale. La prima volta che lo portai in uno studio discografico, chiese di abbassare le luci. Nella penombra lo vidi cantare nudo, con le mutande in testa”.

Gino Paoli Fonte foto: ANSA

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