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Governo diviso sulle Autonomie: disaccordo sulle gabbie salariali

Per i pentastellati, inaccettabili le gabbie salariali proposte dal Carroccio

A Palazzo Chigi è terminato senza un accordo al vertice sull’Autonomia. Fonti leghiste riportate da ANSA avrebbero dichiarato “Inutile sedersi a un tavolo che non funziona, con persone che il giorno prima chiudono accordi e poi cambiano idea e fanno l’opposto”. Il premier Giuseppe Conte avrebbe dichiarato, per calmare gli animi tra i due partiti: “Si va avanti sull’Autonomia, ma stando attenti a salvaguardare l’unità del Paese e la Costituzione“.

Il Movimento 5 Stelle si sarebbe opposto al sistema delle gabbie salariali voluto dal partito di Matteo Salvini. “Al vertice sull’Autonomia oggi la Lega ha proposto di inserire le gabbie salariali, ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud. Per il M5S è totalmente inaccettabile. Una simile proposta spaccherebbe il Paese e la consideriamo discriminatoria e classista. Impedirebbe ai giovani di emanciparsi, alle famiglie di mandarli a studiare in altre università, diventerà difficile e costoso anche prendere un solo treno da Roma a Milano”.

E ancora, secondo ANSA, fonti vicine al M5S avrebbero aggiunto: “Tra l’altro è già stata in vigore in passato con pessimi risultati e giustamente venne abolita nel ’72. Reintrodurla significa riportare l’Italia indietro di mezzo secolo. Follia pura“. L’accordo sulle gabbie salariali venne firmato il 6 dicembre 1945 tra industriali e organizzazioni dei lavoratori, per dividere l’Italia in 4 zone con retribuzioni diverse calcolate in base al costo della vita.

VIRGILIO NOTIZIE | 11-07-2019 11:19

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