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Frasi Marchese del Grillo, le citazioni che hanno reso immortale il capolavoro di Monicelli con Alberto Sordi

Da "io so io" alla scena della pajata al discorso di Don Bastiano prima dell'esecuzione con la ghigliottina

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato il:

Celebre commedia italiana del 1981, Il Marchese del Grillo può vantare la regia di Mario Monicelli e l’interpretazione di Alberto Sordi, che veste i panni del protagonista del titolo.

Il Marchese del Grillo è un capolavoro di comicità e leggerezza, ma, come nello stile del regista romano, non si sottrae per questo al confronto con temi importanti. Implicita è una dura critica alla società del tempo, mentre una serie di parallelismi tra l’Italia del 1809 e attuale incoraggiavano lo spettatore degli anni Ottanta a riflettere sul proprio presente.

Fermo restando una serie di aspetti che elevano la pellicola dal puro intrattenimento, del Marchese del Grillo sono passate alla storia soprattutto una serie di memorabili citazioni.

Eccone alcune.

Il Marchese del Grillo frasi, il discorso di Don Bastiano prima dell’esecuzione

Il tono scanzonato del film non si interrompe neanche durante l’esecuzione di Don Bastiano, il “prete matto” amico del marchese del Grillo. Nella piazza dell’esecuzione, l’ecclesiastico si scaglia contro gli astanti, bollandoli nel giro di poche frasi una “massa di pecoroni invigliacchiti”.

Per contrapposizione, Don Bastiano si definisce “uno che la testa non l’ha chinata mai”, se non “davanti a questo ‘strummolo’ qua” (la ghigliottina). Il discorso colpisce perché allude a uno dei temi portanti del film, quel servilismo diffuso verso l’autorità che il personaggio di Sordi sovverte a colpi di scherzi.

Il regista Mario Monicelli.Fonte foto: ANSA
Il regista Mario Monicelli.

Il Marchese del Grillo citazioni, quando Alberto Sordi dice “io so io…”

Altra citazione memorabile e centrale caratterizza l’arresto del marchese durante la rissa alla taverna. All’arrivo delle autorità, il personaggio di Sordi viene prima imprigionato, poi scagionato dall’arrivo del commissario, che ne riconosce le origini nobili e lo tira fuori dal gruppo di “ladroni”, rovesciando la punizione sul sottoposto artefice della retata.

Con il cinismo che lo caratterizza, Onofrio del Grillo si rivolge così ai “ladroni” invece arrestati, prima di salire sulla sua carrozza: “Mi dispiace, ma io so io, e voi non siete un ca*zo”.

Il Marchese del Grillo: la scena della “pajata”, la spiegazione di Sordi di un piatto della tradizione romana

Il marchese e Olimpia lasciano la tavola imbandita nella magione dei del Grillo per spostarsi in una taverna fin troppo rustica. Qui ordinano la pajata. Davanti alla pietanza, Sordi invita la donna ad assaggiare la pasta, senza scendere nel dettaglio della ricetta.

Solo poi le rivelerà l’ingrediente “segreto”, cioè le “budella di vitello”.

sordi marchese Fonte foto: ANSA
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