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Fioramonti, l'attacco dopo le dimissioni: polemica sui rimborsi

La replica dell'ex ministro dell'Istruzione a chi lo ha accusato di non aver restituito 70mila euro

L’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, dopo le dimissioni, ha risposto alle critiche arrivate dal Movimento 5 stelle. In un post su Facebook, dopo la decisione di lasciare il governo ha detto: “Mi stupisce che tante voci della leadership del M5s mi stiano attaccando. E per che cosa? Per aver fatto solo ciò che ho sempre detto”.

“Credo che sia la prima volta nella storia del nostro Paese che un ministro venga criticato perché ha fatto ciò che aveva annunciato”, ha aggiunto Fioramonti. “Non da giorni, ma da mesi. Io sono così: se una cosa la dico poi la faccio e per questo ho lottato senza sosta, anche da ministro, per porre la questione nel governo”.

“Forse non dovrebbe neanche stupire che mi giungano critiche da partiti i cui leader avevano promesso di abbandonare la politica in caso di sconfitta elettorale, ma sono ancora saldamente al loro posto”, ha proseguito.

Poi l’accusa dell’ex ministro: “Quello che mi stupisce, però è che tante voci della leadership del M5S mi stiano attaccando in questo momento. E per che cosa? Per aver fatto solo ciò che ho sempre detto. Mi sarei in realtà aspettato il contrario: sarebbero dovuti essere loro a chiedermi di onorare la parola data favorendo le dimissioni, invece di chiedermi di fare quello che i politici italiani hanno sempre fatto: finta di niente”.

Fioramonti dopo le dimissioni, la polemica sui rimborsi

Un sistema “farraginoso e poco trasparente”, così l’ex ministro dell’Istruzione ha definito nel post su Facebook il sistema di rimborsi dei Cinquestelle, replicando a chi nel movimento lo ha accusato di non aver restituito circa 70mila euro.

“Non potevano mancare le solite polemiche sui rimborsi“, ha scritto Fioramonti. “In tanti, nel Movimento, abbiamo contestato un sistema farraginoso e poco trasparente di rendicontazione. Dopo aver restituito puntualmente per un anno, come altri colleghi, ho continuato a versare nel conto del Bilancio dello Stato e le mie ultime restituzioni saranno donate sul conto del Tecnopolo Mediterraneo”.

Il centro di ricerca a cui intende destinare i fondi, ha scritto Fioramonti, è “un centro di ricerca pubblico che – da Viceministro prima e da Ministro poi – ho promosso a Taranto, una città deturpata da un modello di sviluppo sbagliato. Ed invito anche altri parlamentari 5 Stelle a fare lo stesso, non appena il conto sarà attivo”.

Nel post Fioramonti ha aggiunto: “ho chiesto a tutto il governo di fare di più per finanziare il Tecnopolo, che ad oggi riceve un esiguo finanziamento annuale di 3 milioni, perché è forse il segno più concreto per una comunità civica che – come tutti noi – ha bisogno di futuro”.

Dal Mise però, secondo quanto riferisce l’Ansa, fanno sapere che non è ancora possibile fare donazioni al Tecnopolo: “Non vogliamo entrare nei meriti politici, possiamo però dire che è impossibile fare qualsiasi tipo di versamento alla fondazione Tecnopolo mediterraneo per lo sviluppo sostenibile di Taranto”.

“Non è possibile farlo materialmente, visto che non c’è ancora uno statuto istitutivo della fondazione, che ricordiamo è stata ideata con la legge di bilancio dello scorso anno, e dunque non c’è nemmeno un conto su cui versare. Manca il via libera formale del Mef allo statuto, quindi non c’è nulla su cui poter versare al momento”, spiegano fonti qualificate del ministero.

VIRGILIO NOTIZIE | 27-12-2019 12:13

Governo, si dimette il ministro Fioramonti: le reazioni Fonte foto: Ansa
Governo, si dimette il ministro Fioramonti: le reazioni
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