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La Lega perde pezzi, il M5s spaccato in due: cosa sta succedendo

La fiducia a Draghi in Parlamento mette in luce anche i dissidi interni ai partiti

Lo scenario che prende forma dopo il voto di fiducia al Senato e alla Camera per il premier Draghi è quello di un’Italia unita per “amore del Paese”. Un bene in nome del quale le forze politiche si sono dette disposte a mettere da parte le inimicizie anche sui temi più divisivi, per cercare di collaborare e condurre l’Italia fuori dalla crisi.

Sono molte le polemiche già sorte in questi giorni, in particolare per gli strascichi del precedente esecutivo: il leader leghista Matteo Salvini ha fortemente criticato la decisione di Draghi di riconfermare Speranza alla Salute e Lamorgese agli Interni, due nomi citati anche dalla presidente di Fratelli d’Italia nel suo intervento alla Camera in cui ha ribadito il no alla fiducia.

Ma al di là delle polemiche, i due risultati ottenuti in Parlamento (262 sì al Senato e 535 alla Camera) mostrano la volontà di guardare avanti e di unire gli sforzi. Questo, almeno, apparentemente.

Il M5s sull’orlo di una scissione

Al di sotto del drappo dorato con cui emerge vittorioso il premier Draghi, si consumano faide e tumulti interni ai partiti. Dopo l’espulsione dal M5s dei senatori che hanno votato contro la fiducia, si vocifera che la stessa sorte toccherà anche ai deputati che si sono dissociati dalle scelte del movimento; sarebbero in 16 ad aver votato no alla fiducia alla Camera.

La Lega perde pezzi: in tre passano a Meloni

In casa Lega, ben tre esponenti hanno abbandonato Matteo Salvini e sono confluiti nel partito di Giorgia Meloni, nel giorno della fiducia alla Camera. Tra questi c’è anche Gianluca Vinci, leghista di lungo corso, che su Facebook ha spiegato la sua posizione: “Ho deciso di votare NO a questo governo e non far parte di una maggioranza variopinta dove tutti odiano tutti ma si sta uniti, si danno nuove cariche e si cambiano i ‘programmi’ della legislatura senza mai andare al voto”.

A raccogliersi intorno a Meloni anche Vincenzo Sofo, fidanzato della politica francese Marion Maréchal Le Pen ed eurodeputato, che ha deciso di lasciare il gruppo Identità e Democrazia, passando a quello dei Conservatori e Riformisti (Ecr). Anche lui in aperta polemica con le scelte del segretario del Carroccio.

Il messaggio di Salvini a Giorgia Meloni

Intervenendo a “Dritto e rovescio” su Rete 4, Matteo Salvini ha preso le distanze dalle decisioni dell’alleata di centrodestra: “Rispetto Giorgia Meloni ma ho scelto l’Italia. Non penso che gli italiani adesso abbiano voglia di polemiche. Sarebbe stato più comodo anche per me intervenire in Parlamento e puntare il dito sugli errori degli altri, ma ho messo l’interesse degli italiani davanti a quello del mio partito. Ho fatto una scelta più coraggiosa e più impegnativa”.

Se questa scelta avrà risonanza anche sui consensi dei due partiti, lo si scoprirà col tempo. Intanto, il sondaggio di Antonio Noto per “Porta a porta” ha fotografato gli equilibri politici in due scenari: uno con la discesa in campo di Giuseppe Conte con il M5s, e l’altro con l’ex premier fuori dai giochi.

VirgilioNotizie | 19-02-2021 06:50

Governo e programma, le reazioni al discorso di Draghi in Senato Fonte foto: ANSA
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