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Femminicidio a Salsomaggiore Terme, il racconto della carabiniera: "Continuava a colpirla con la mazza"

La carabiniera Noemi Schiraldi racconta come ha bloccato l'uomo accusato del femminicidio della moglie avvenuto in un'abitazione a Salsomaggiore Terme

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La carabiniera Noemi Schiraldi, 31 anni, da quattro in servizio alla stazione di Salsomaggiore Terme (Parma),  racconta come ha fermato l’uomo accusato di un femminicidio di una donna di 66 anni, uccisa a colpi di mazza da cricket in centro a Salsomaggiore Terme, nelle prime ore del mattino di martedì 28 novembre.

Il racconto della carabiniera

Ho sentito le urla dalla strada, ho deciso di intervenire immediatamente. Ho trovato la porta dell’appartamento aperta e ho visto un corpo riverso. All’interno c’era un uomo che impugnava una mazza e che ha colpito la donna al volto, nonostante io fossi entrata” racconta all’Ansa la carabiniera Noemi Schiraldi, 31 anni

“A quel punto mi sono avvicinata all’uomo, mi sono qualificata – prosegue Schiraldi – e ho intimato di allontanarsi. Non ha opposto resistenza, io allora ho atteso l’arrivo dei colleghi e mi sono assicurata che stesse arrivando il 118″.

Secondo il racconto di Schiraldi, l’indiano fermato per l’omicidio della moglie, Meena Kumari, 66 anni, connazionale, avrebbe pronunciato frasi non comprensibili.

Le parole del sindaco

“Oggi per Salsomaggiore si scrive una pagina triste. Quello che è accaduto questa mattina è un fatto gravissimo: nonostante si continui a ripetere che non deve più succedere puntualmente ci troviamo di fronte sempre allo stesso copione. La violenza domestica è un male intollerabile che non dovrebbe mai trovare spazio nelle nostre vite”.

Lo afferma sui social Luca Musile Tanzi, sindaco di Salsomaggiore, commentando il femminicidio avvenuto martedì 28 novembre. “Come società – aggiunge il sindaco sui social – dobbiamo impegnarci a combattere contro qualsiasi forma di violenza e lavorare insieme per creare un ambiente sicuro per tutti”.

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Il femminicidio è avvenuto in via Trento a Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma, nella mattinata di martedì 28 novembre

“Questo tragico evento ci ricorda l’importanza di essere vigili, di intervenire quando vediamo segnali di pericolo e di promuovere una cultura della vita e del rispetto”.

Ha poi aggiunto: “Voglio ringraziare la carabiniera che, per prima, ha cercato di fermare la violenza del marito della vittima – aggiunge – . Un’azione coraggiosa che, purtroppo, non è bastata a salvare la vita alla donna. Auspichiamo che giustizia sia fatta e che chi è responsabile di questo atto sia tenuto a rispondere delle proprie azioni di fronte alla legge”.

Le associazioni: “Violenza maschile non risparmia nessuna”

“La violenza maschile contro le donne non risparmia nessuna, non è una questione di ceto sociale, età o geografia. Oggi un altro femminicidio, agito da un uomo che ha pensato, come gli altri, di poter decidere della vita di una donna”afferma Elisa Ercoli, presidente Differenza Donna di fronte al nuovo femminicidio avvenuto in una casa a Salsomaggiore. 

Fermiamo questa strage mettendo in campo strumenti adeguati, perché le leggi ci sono: mancano formazione, sensibilizzazione, maggior numero di centri antiviolenza, case rifugio, sostegno economico vero alle donne che vogliono uscire dalla violenza, una azione strutturale di cultura nelle scuole e nei luoghi di lavoro”. 

“La morte di Giulia Cecchettin ha scosso l’Italia intera eppure la strage di donne per mano di maschi è un fatto drammaticamente strutturale. Il dolore e la rabbia che hanno riempito ogni piazza si deve trasformare in volontà e azione di politica e istituzioni” afferma all’Adnkronos Nicoletta Billi di One Billion Rising commentando il femminicidio di Salsomaggiore Terme.

femminicidio-salsomaggiore-terme-carabiniera-2 Fonte foto: ANSA

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