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Fase 2, scatta l'allarme prezzi: è aumentato tutto, la denuncia

Il Codacons registra i primi dati sugli aumenti dei prezzi dopo la riapertura: caffè a prezzi "stellari"

Da lunedì siamo entrati in un nuovo step della fase 2, quello forse più completo in tema di riaperture. Immediate però sono state le ripercussioni sulle tasche degli italiani. E’ bastato, poco, un paio di giorni, per rendersi conto di quanto i due mesi di lockdown abbiano influito sull’aumento dei prezzi. La denuncia e le lamentele sono trasversali, dalle associazioni di consumatori allo strumento oramai “documentaristico” dei social.

Se a Marsala, qualche giorno fa, un buon uomo ha voluto pagare di sua volontà 50 euro un caffè al bar come gesto di solidarietà per un’attività chiusa da due mesi c’è chi provocatoriamente lamenta prezzi “quasi” di quel tipo non solo nei bar ma anche al banco frutta e verdura fino ai saloni dei parrucchieri che hanno finalmente riaperto anche loro lunedì scorso.

Il Codacons, associazione di consumatori, ultimamente nota per la sua battaglia legale contro la raccolta fondi di Fedez e Chiara Ferragni, parla di aumenti fino al +53,8% per il caffè, del +25% per taglio capelli o messa in piega. L’Istat aveva in effetti già registrato nel mese di aprile un aumento medio dei prezzi del cibo del 2,8%.

“E’ un vero e proprio scandalo – commenta i dati il presidente Codacons Carlo Rienzi – che i mancati guadagni e i maggiori costi legati al coronavirus vengano fatti pagare ai consumatori. Siamo pronti a denunciare in Procura qualsiasi speculazione sui prezzi a danno dei cittadini”.

Sempre il Codacons fa una fotografia del prezzo del caffè nelle principali città: al centro di Milano, dove il prezzo medio di un espresso era 1,30 euro, si è arrivati fino a 2 euro (+53,8%). A Roma (1,10) fino a 1,5 euro (+36,3%). A Firenze (1,40) fino a 1,7 euro (+21,5%).

Ed è solo l’inizio… L’aumento dei prezzi è a considerarsi una diretta conseguenza del lungo lockdown e anche delle misure di sicurezza che impongono a tutti il distanziamento sociale, la limitazione dell’ingresso dei clienti e quant’altro. In prospettiva, sui social, si legge ed è palpabile, la paura da parte della gente che questo sia solo l’inizio, andando in contro all’estate di tutta una serie di aumenti a raffica, a cominciare dagli stabilimenti balneari i cui posti sono stati ridotti per il distanziamento sociale, idem ristoranti e pizzerie, per non parlare degli affitti nei luoghi di villeggiatura.

VirgilioNotizie | 20-05-2020 09:54

prezzi Fonte foto: Ansa
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