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Esplode fabbrica di fuochi d'artificio, svolta nelle indagini

Gli inquirenti iscrivono nel registro un terzo indagato: la sua versione dei fatti non coinciderebbe con la ricostruzione dell'incidente

La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, ha iscritto nel registro degli indagati Antonino Bagnato, figlio del proprietario dell’impresa che stava effettuando dei lavori nella fabbrica di fuochi d’artificio in cui lo scorso 20 novembre, in seguito a un’esplosione, morirono 5 persone. Ne dà notizia l’Ansa.

Il nome di Antonino Bagnato si aggiunge a quello degli altri due indagati, Vito Costa, 72 anni, titolare della fabbrica distrutta dalla deflagrazione, e Corrado Bagnato, 64 anni, titolare della ditta che stava eseguendo dei lavori di messa in sicurezza.

Antonino Bagnato, dal letto dell’ospedale, aveva raccontato una versione che non coinciderebbe con quella ipotizzata dagli investigatori sulla causa dell’esplosione nella fabbrica.

Secondo quanto riporta l’Ansa, avrebbe affermato che i lavori erano già stati ultimati e che lui e gli operai stavano raccogliendo gli attrezzi prima di andare via. Da quanto è emerso dalle indagini sembrerebbe però che i lavori non fossero stati ultimati e che a causare lo scoppio della polvere pirica sarebbe stata una saldatrice in azione.

VIRGILIO NOTIZIE | 26-12-2019 19:15

Esplode fabbrica di fuochi d'artificio, le immagini Fonte foto: Ansa
Esplode fabbrica di fuochi d'artificio, le immagini
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