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Ergastolano Milano, gip: "Aveva pianificato tutto"

Secondo il gip Ilaria De Magistris Cianci, l'ergastolano che sabato ha aggredito un 79enne, ha agito con freddezza e intenzione

Secondo il gip Ilaria De Magistris l’ergastolano Antonio Cianci aveva pianificato, nei minimi dettagli, l’aggressione avvenuta sabato all’ospedale San Raffaele di Milano ai danni di un 79enne. Secondo quanto riportato da Ansa, che ha reso nota l’ordinanza di convalida del fermo, Cianci “ha approfittato con “freddezza” del permesso premio che gli è stato concesso, ha “ordito l’aggressione”, mascherandosi da operatore del San Raffaele sapendo che al piano meno 1 non c’erano telecamere”.

Il 60enne, secondo quanto riportato nelle parole del gip, “ha bisogno di cimentarsi nei crimini e di mostrare, ostentare la sua dominanza criminale”. Nell’ordinanza di convalida dell’arresto e di custodia cautelare in carcere sono stati descritti anche la rapina e il tentato omicidio che Cianci ha commesso ai danni del 79enne.

In permesso premio per 12 ore, il terzo di cui usufruiva, Cianci ha rubato in ospedale una tuta da inserviente, guanti, mascherina e un apparecchio per misurare la pressione per passare inosservato. Incontrato l’anziano alle macchinette del caffè ha chiesto soldi alla vittima che gli ha dato quello che aveva in tasca: 9 euro e 37 centesimi.

“Adirato” per la cifra “esigua” a quel punto gli ha sferrato un fendente alla gola con un taglierino, una “lesione potenzialmente mortale” perché ha sfiorato la giugulare. Quando è stato bloccato poco lontano, mentre aspettava un bus, era “apparentemente tranquillo”, si legge nell’ordinanza, e poco prima aveva buttato in un bidone guanti, mascherina e l’apparecchio per la pressione che gli erano serviti per mascherarsi, oltre al cellulare della vittima e al taglierino.

Per il gip Cianci con le sue azioni, ma anche con quelle frasi provocatorie dette nell’interrogatorio di martedì a San Vittore, dimostra il suo “perdurante bisogno, non governato seppur lucido, di cimentarsi in atti criminali complessi”, un “bisogno che il Cianci mostra in tal modo di nutrire tuttora, malgrado” la sua “biografia penale”. Vuole, prosegue il giudice, “affermare una propensione” alla “commissione di delitti” di “particolare efferatezza”. Quella contro l’anziano è stata, infatti, scrive ancora il gip, “un’aggressione violenta, sanguinaria”, con “evidente dolo omicidiario”.

Ergastolano, la provocazione al gip

Secondo quanto reso noto da Ansa Cianci, nel corso dell’interrogatorio davanti al gip, ha sfidato il magistrato: “Vorrei piuttosto fare una domanda, cioè ‘ci sono le telecamere in quel posto?’, lì è la prova, nelle telecamere, per il resto non posso dire niente”.

“Sono in carcere da 40 anni, ho solo l’ergastolo e poi una condanna a 5 anni e 2 mesi per associazione per delinquere” le parole dell’ergastolano che, secondo il gip, voleva dare per assodato il suo “orizzonte” di “cattività”, ossia di carcerazione che dura da quasi tutta la vita e durerà ancora.

E questa sua “dominanza criminale” la dimostra anche ostentando davanti al giudice la “certezza” sul fatto che in quel piano dell’ospedale non ci fossero telecamere, lui che aveva già “scelto il luogo in cui agire” proprio per quel particolare. È così, spiega ancora il gip, che lancia la sua “sfida” agli “inquirenti”, ma anche alla “vittima”.

VIRGILIO NOTIZIE | 13-11-2019 18:40

cianci Fonte foto: Ansa
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