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Emanuele Crialese, il regista transgender racconta la sua storia alla Mostra del Cinema di Venezia

Il regista Emanuele Crialese, in gara alla Mostra del Cinema di Venezia con 'L'Immensità', ha parlato per la prima volta della sua transizione di genere

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Simone Cadoni

GIORNALISTA

Giornalista, scrive di cronaca, politica e altre tematiche legate all’attualità.

È uno dei protagonisti più discussi della 79esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. In gara con il film ‘L’Immensità’, che tratta le vicende di un adolescente transgender, Emanuele Crialese si è esposto per la prima volta pubblicamente in merito alla sua transizione di genere. La pellicola presentata al prestigioso evento dedicato alla settima arte è autobiografica, come confermato dal regista.

Emanuele Crialese, la storia personale del regista

Crialese ha raccontato la sua storia personale in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. La storia di una bambina che si sente maschio, esattamente come accade nel suo ultimo film.

La transizione di genere del regista non è stata una passeggiata. Come da lui stesso spiegato è dovuto andare incontro a significativi cambiamenti nella vita privata.

Emanuele Crialese alla Mostra del Cinema di Venezia insieme a Penelope Cruz alla prima del film ‘L’Immensità’

“Per cambiare la A con la E del mio nome ho dovuto lasciare un pezzo del mio corpo, il pegno che mi ha chiesto la società, sennò non avrei potuto cambiare nei documenti”, ha raccontato.

Come ricordato da ‘Il Post’ Emanuele Crialese, anche se non lo specifica, si riferisce probabilmente alla legge italiana rimasta in vigore fino al 2015 che prevedeva l’obbligo di sottoporsi all’operazione chirurgica con la conseguenza della sterilizzazione per coloro che aspiravano al riconoscimento legale del nuovo genere.

Il concetto di identità

Il regista durante l’intervista ha fatto un profondo ragionamento sul concetto di identità. “Io sono quello che sono, perché devo rassicurare? C’è bisogno che dica io sono maschio o femmina? Sono quello che lei ha davanti, non basta?”, ha detto al giornalista.

E ha aggiunto: “La donna è la parte migliore dell’uomo che sono, è quella dentro di me, è l’oggetto dei miei desideri, è lei che ascolto più volentieri“.

Crialese si è soffermato sull’idea di donna, definendola “un campo di battaglia” che “dà la vita, allatta, rinuncia, si sacrifica”.

‘L’Immensita’, il film autobiografico del regista

Il regista transgender ha sottolineato al ‘Corriere della Sera’ che il suo film è “fortemente autobiografico”. Ha spiegato di averlo desiderato per tanto tempo, ma di essere risultato pronto soltanto ora.

“Se l’avessi fatto prima sarebbe stato didascalico“, ha ammesso. “Ho aspettato per avere consapevolezza di me e del linguaggio cinematografico – ha precisato – Si può raccontare una storia quando si è capaci di esprimersi”.

L’auspicio di Emanuele Crialese è che arrivi al pubblico la “grande prova di coraggio”. Il regista ha evidenziato di essersi esposto “non dal punto di vista sessuale” ma “nella mia privacy e nella dimensione umana”.

 

Fonte foto: ANSA

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