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Elezioni nel Regno Unito, trionfo per Boris Johnson

I Conservatori hanno ottenuto la maggioranza assoluta alla Camera, crollano i laburisti. Ora la Brexit è più vicina

Trionfo a valanga per il primo ministro britannico Boris Johnson alle elezioni anticipate del 12 dicembre: il partito conservatore britannico si è assicurato la maggioranza nella Camera dei Comuni, la camera bassa del parlamento britannico. Crollano i laburisti. Ora la Brexit è più vicina.

I conservatori britannici hanno ottenuto 365 seggi su 650 in Parlamento, secondo i risultati definitivi delle elezioni in Gran Bretagna, con una maggioranza di +80.

Pesante sconfitta per il Labour che ne ha ottenuti solo 203, seppure un po’ meglio dell’exit poll. Bene gli indipendentisti scozzesi del Snp con 48 seggi (+ 13 rispetto al 2017). Numeri deludenti per i LibDem: con 11 seggi ne perdono un rispetto alle elezioni precedenti. L’affluenza si è attesta al 67,17%, meno 1,49% rispetto al voto del 2017.

Voto Gb, esulta Boris Johnson

Boris Johnson è stato rieletto deputato nel collegio di Uxbridge, sia pure con un margine limitato a 7.000 voti. Nel suo discorso di proclamazione ha rinnovato l’impegno a concludere la Brexit e unificare il Paese.

Parlando ai suoi sostenitori, il premier ha affermato che “Con questo mandato finalmente realizzeremo la Brexit. Metterò la parola fine a tutte le assurdità di questi tre anni e realizzerò la Brexit entro gennaio, senza se e senza ma”.

“È la più grande vittoria dagli anni ’80, quando molti di voi non erano neanche nati”, ha detto Johnson, sottolineando che “realizzare la Brexit è una decisione inconfutabile, indiscutibile” del popolo britannico. Secondo la Bbc, questo è il risultato migliore dei Tory dal 1987, dai tempi di Margaret Thatcher.

Voto Gb, crollano i laburisti

Jeremy Corbyn non annuncia le dimissioni immediate da leader del Labour dopo quello che ammette essere stato un risultato “molto deludente”. Rieletto deputato per la decima volta nel collegio londinese di Islington Nord, annuncia che non guiderà più il partito “in un’altra elezione”, ma che resta in Parlamento e per il momento si propone di “guidare il Labour in una fase di riflessione” sull’esito del voto, in vista di una prevedibile rinnovamento dei vertici.

Nel tradizionale discorso seguito alla sua proclamazione, Corbyn, 70 anni, difende il manifesto elettorale laburista presentato sotto la sua leadership come un programma “di speranza, di cambiamento e contro l’ingiustizia”. E si dice convinto che le soluzioni radicali indicate in quel programma siano “popolari” e siano destinate a tornare al centro del dibattito politico.

Nello stesso tempo spiega il risultato elettorale di ieri come una conseguenza della “polarizzazione” del consenso determinata dalla Brexit. Non senza aggiungere che tuttavia la Brexit “che Boris Johnson si propone” di realizzare non potrà risolvere i problemi né cancellare le istanze di giustizia sociali nel Paese.

Voto Gb, male anche i Lib-Dem

Choc anche per i Lib-Dem: la 39enne neo-leader del partito più radicalmente anti-Brexit, Jo Swinson, non solo non è riuscita a far avanzare la sua formazione, ma è stata bocciata anche a livello personale nel collegio di Dumbartonshire East, dove è stata battuta per 149 voti da Amy Callaghan, indipendentista scozzese dell’Snp.

La leader dei Lib-Dem, che aveva cercato di proporsi addirittura come una rivale diretta di Boris Johnson e di Jeremy Corbyn, ha annunciato le sue dimissioni dalla guida del partito.

Voto Gb, le reazioni della politica italiana

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VIRGILIO NOTIZIE | 13-12-2019 07:41

Voto Gb, le reazioni dei politici italiani da Salvini a Renzi Fonte foto: Ansa
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