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Elezioni amministrative ottobre 2021, tutto quello che c'è da sapere

Come e dove votare, quali sono i candidati dei partiti a Milano, Roma, Torino e Napoli. Elezioni amministrative ottobre 2021, cosa c'è da sapere

Sono le prime elezioni in otto mesi, a causa della precedente impossibilità di aprire le urne in fase di emergenza sanitaria. Sono anche le prime dell’era Draghi e prevedono il rinnovo degli organi amministrativi in importanti città italiane: Torino, Milano, Napoli, Roma, Bologna. Non c’è dubbio che si tratti di un appuntamento anche politicamente rilevante.

Ecco tutto quel che c’è da sapere sulle elezioni amministrative dell’autunno del 2021, a partire da dove e come si vota fino ai candidati in corsa nelle principali città.

Elezioni amministrative, quando si vota e dove

Le prossime elezioni amministrative si terranno domenica 3 ottobre 2021, dalle ore 7 alle ore 23, e lunedì 4 ottobre 2021, dalle ore 7 alle ore 15. Lì dove previsto, l’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci ci sarà invece nei giorni di domenica 17 ottobre 2021 e lunedì 18 ottobre 2021. Le date sono state fissate dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.

Si tratta delle elezioni che si sarebbero dovute svolgere nella primavera di quest’anno, ma, a causa dell’emergenza sanitaria innescata dalla pandemia, il governo ha emanato un decreto legge a marzo con cui ha spostato i giorni del voto, inizialmente previsti in un intervallo compreso tra il 15 aprile e il 15 giugno 2021.

In tutto i comuni coinvolti saranno 1.162, tra i quali 18 capoluoghi di provincia, comprese alcune delle città principali d’Italia: Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli. Al conto si aggiungono 9 comuni sciolti per fenomeni di condizionamento e infiltrazione di tipo mafioso. La consultazione coinvolgerà un totale di 12.015.276 elettori.

È bene inoltre ricordare che il 3 e 4 ottobre i cittadini non saranno chiamati alle urne soltanto per eleggere sindaco e consiglio comunale: in alcune città, infatti, si terranno le elezioni suppletive per i seggi della Camera e del Senato. Si tratta dei collegi di Siena e Roma-Primavalle. Ci sarà anche il rinnovo del consiglio regionale in Calabria.

Comunali 2021, come si vota

Sulla scheda, il cittadino che si reca alle urne troverà indicato il nome del candidato sindaco in corrispondenza del contrassegno, che può essere segnato per attribuire il proprio voto al candidato sindaco corrispondente.

Il cittadino può inoltre esprimere un voto di preferenza per uno o due consiglieri comunali nella stessa lista del sindaco, basta scrivere il cognome del consigliere – o dei consiglieri – nelle righe stampate sotto il contrassegno che si è segnato. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza.

Non è previsto il voto disgiunto, quindi il voto al sindaco si intende automaticamente attribuito alla lista a cui il candidato ha scelto di associare il proprio nome. Più liste possono indicare lo stesso candidato, presentando il medesimo programma amministrativo. Si considerano fra loro collegate.

Elezioni amministrative, come viene stabilito chi vince

Il sistema elettorale valido per i consigli comunali prevede alcune differenze, a seconda che si tratti di comuni con popolazione inferiore o superiore ai 15mila abitanti.

In particolare, il sistema maggioritario secco regola l’elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni con popolazione inferiore ai 15mila abitanti. Di base, la lista che ottiene più voti vince. Il sistema elettorale a maggioranza assoluta invece regola le elezioni amministrative nei comuni con popolazione maggiore a 15mila abitanti. Significa che risulta vincitore
il candidato sindaco che ottiene il 50% più uno dei voti validi. Cosa succede qualora questa ipotesi non si verificasse?

È presto detto: si va al ballottaggio, ovvero al secondo turno, che coinvolge i due candidati che hanno conseguito più voti. Nel lasso di tempo che intercorre tra il primo e il secondo turno, i candidati a sindaco che prendono parte al ballottaggio possono, entro sette giorni dalla prima votazione, dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle del primo turno, che comunque non possono essere disconosciute. Lo scopo del ballottaggio è infatti rendere il più inclusiva possibile l’elezione di un nuovo sindaco, quindi non deve meravigliare che liste in un primo momento concorrenti decidano di associarsi per il secondo turno.

Sempre nei comuni con più di 15mila abitanti, è prevista, per il consiglio comunale, una soglia di sbarramento per le liste pari al 3%. Significa che se una lista, non associata a nessun gruppo, ottiene meno del 3% dei voti validi, essa non partecipa alla ripartizione dei seggi. Per i comuni con popolazione maggiore di 15mila, è infine previsto per la lista collegata al sindaco eletto un premio di maggioranza fino al 60% dei seggi a patto che si sia superata una soglia del 40%.

Il numero dei consiglieri comunali eletti, quindi le dimensioni dei Consigli, dipendono anch’essi dal numero di cittadini residenti nel territorio comunale. Si va da un minimo di 10 consiglieri comunali, per i comuni inferiori ai 3mila abitanti, a un massimo di 48, per i comuni che superano il milione di abitanti. Ci sono delle eccezioni: infatti i Comuni con meno di 100mila abitanti, che sono però capoluoghi di provincia, rientrano nella categoria dei 100mila abitanti e quindi dispongono di 24 seggi in consiglio comunale.

Il numero di assessori, che, insieme al sindaco, compongono la giunta, dipende dalle intenzioni del sindaco, che è a capo delle giunta, dalle dimensioni del Consiglio – in maniera diretta – e del nucleo abitativo comunale – in maniera indiretta: il numero massimo di assessori è determinato in misura pari a un quarto del numero dei consiglieri del Comune, con arrotondamento all’unità superiore.

Quali sono i candidati dei partiti a Roma

Corrono per la carica di sindaco della capitale Roberto Gualtieri, ex ministro dell’Economia nel governo Conte 2, candidato dal Partito Democratico; punta a un secondo mandato la sindaca uscente, Virginia Raggi e sfida, tra gli altri, anche Carlo Calenda, che può godere dell’appoggio anche di Italia Viva. Il centrodestra ha trovato l’intesa sul nome di Enrico Michetti, avvocato e professore sponsorizzato da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Chi corre per la carica di sindaco a Milano

L’attuale primo cittadino Beppe Sala è in campo per conquistare un secondo mandato ed è attualmente favorito dai sondaggi. Con fatica, il centrodestra ha trovato l’intesa su Luca Bernardo, pediatra. Il Movimento 5 Stelle non correrà con il Pd: sulle liste il nome di Layla Pavone. In campo per la fascia tricolore anche Gianluigi Paragone e Simone Sollazzo, entrambi fuoriusciti dalle fila dei Cinque Stelle.

Chi è in campo per la fascia tricolore a Torino, Napoli e Bologna

A Torino i grillini hanno candidato Valentina Sganga, il Partito Democratico invece Stefano Lo Russo (scelto con le primarie), il centrodestra ha messo in campo Paolo Damilano. A Napoli corrono Gaetano Manfredi – stavolta sostenuto sia dai Cinque Stelle, sia dal Pd – e Catello Maresca (centrodestra). A Bologna la sfida è tra Matteo Lepore, appoggiato da M5S e Pd, e Fabio Battistini, appoggiato da Lega, FdI e Fi.

VirgilioNotizie | 05-09-2021 12:40

Elezioni amministrative ottobre 2021, tutto quello che c'è da sapere Fonte foto: 123RF
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