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È morto Gianluca Vialli: addio all'ex calciatore, aveva 58 anni ed era malato da tempo

Vialli, 58 anni, era malato da tempo: l'addio al calciatore che con l'amico Mancini ha fatto sognare l'Italia

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Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Gianluca Vialli. L’ex calciatore, 58 anni, era ricoverato a Londra da alcune settimane a causa dell’aggravarsi delle condizioni cliniche conseguenti al tumore al pancreas che lo aveva colpito qualche anno fa.

Addio a Gianluca Vialli

Una lunga battaglia dalla quale è uscito sconfitto, ma da grande guerriero. Così si è spento a Londra il 6 gennaio 2023 Gianluca Vialli, che nel 2017 aveva scoperto di essere affetto da un grave tumore al pancreas. Anni di lotta a denti stretti contro un mostro che in un primo momento sembrava essere domato e poi, sul finale del 2022, ritornato più forte che mai.

Le notizie sull’aggravarsi delle sue condizioni di salute avevano fatto presagire al peggio, con un via vai di parenti e amici che gli hanno fatto visita a Londra nelle ultime settimane per salutarlo per l’ultima volta. Oggi la notizia della morte che getta ancora una volta nello sconforto il calcio italiano che solo da qualche giorno era riuscito ad asciugare le lacrime per la scomparsa di un altro grande guerriero, Sinisa Mihaijlovic.

Fonte foto: ANSA

L’annuncio della morte

La famiglia di Vialli ha confermato la morte dell’ex campione con una nota.

“Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli – fanno sapere -. Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l’hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori”.

Le reazioni e il cordoglio

Tra i primi a esprimere il proprio cordoglio per la morte di Vialli è stato Gabriele Gravina, presidente della Figc: “Sono profondamente addolorato, ho sperato fino all’ultimo che riuscisse a compiere un altro miracolo, eppure mi conforta la certezza che quello che ha fatto per il calcio italiano e la maglia azzurra non sarà mai dimenticato. Senza giri di parole: Gianluca era una splendida persona e lascia un vuoto incolmabile, in Nazionale e in tutti coloro che ne hanno apprezzato le straordinarie qualità umane”.

“Ciao Luca” è invece stato il messaggio pubblicato dalla Samp, con una foto con la maglia del club e l’emoticon del cuore spezzato. Il club doriano ha poi pubblicato una toccante lettera: “C’è già chi ti immagina tra Paolo (Mantovani, ndr) e Vuja (Boskov, bdr), felici di riabbracciarti ma altrettanto stupiti di rivederti così presto. Sì, presto Luca. Troppo presto”.

La carriera di Gianluca Vialli

Vincitore di una Champions League, 2 Coppe delle Coppe, una Coppa UEFA, una Supercoppa Europea, 2 Scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane, 1 FA Cup (la principale coppa nazionale di calcio inglese) e una Coppa di Lega ingleseil nome di Gianluca Vialli è ben scolpito nella storia del calcio italiano e internazionale.

Stradivialli, soprannominato così da Gianni Brera per i suoi gol di pregevole fattura, è cresciuto tra le giovanili di Pizzighettone e Cremonese, con quest’ultimo club che lo ha lanciato nei professionisti negli anni Ottanta facendolo conoscere al grande pubblico del calcio.

Nel 1984, con l’approdo alla Sampdoria, il grande connubio con Roberto Mancini e la profonda amicizia tra i due che hanno fatto la fortuna della squadra blucerchiata. I “gemelli del gol”, tra l’84 e il ’92 regalano gioie immense al popolo di Genova, con la vittoria di tre Coppe Italia (1985, 1988 e 1989), la Coppa delle Coppe nel 1990 e il Campionato e la Supercoppa italiana nel 1991.

Nel 1992, per 40 miliardi più i cartellini di Corini, Serena, Zanini e Bertarellii, Vialli passa alla Juventus facendosi notare in campo europeo con i suoi gol che gli regalano la conquista della Coppa Uefa. Nel 1995 arriva il “triplete” bianconero con Coppa Italia, Scudetto e Champions League prima di passare al Chelsea per conquistare il triplete bis nel 1998.

Appese le scarpette al chiodo nel 1999, dopo aver allenato Chelsea e Watford, dal 2019 è stato capo delegazione degli Azzurri con i quali nel 2021 ha conquistato gli Europei.

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