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Due nuovi indagati per l'incidente ferroviario di Brandizzo, sarebbero dirigenti di Rfi: sedi perquisite

I pm di Ivrea avrebbero indicato due dirigenti di Rfi tra gli indagati per la strage di Brandizzo: perquisite le sedi Rfi di Torino e Roma

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Ci sarebbero altre due persone tra gli indagati nell’inchiesta sulla strage di Brandizzo, nel Torinese, nella quale lo scorso 31 agosto hanno perso la vita cinque operai. Secondo quanto riportato da ‘Ansa’, sarebbero due dirigenti di Rfi i nuovi iscritti nel registro dai pm della procura di Ivrea. I magistrati hanno dato mandato alle forze dell’ordine di perquisire le sedi di Torino e di Roma di Rete ferroviaria italiana.

Le perquisizioni

Oltre alla sede Rfi di Porta Nuova, la principale stazione ferroviaria di Torino, su disposizione dei pubblici ministeri, Valentina Bossi e Giulia Nicodemi, coordinate dalla procuratrice Gabriella Viglione, ad essere perquisita è stata anche la sede del Lingotto.

Carabinieri, guardia di finanza, agenti della polizia ferroviaria e tecnici dello Spresal hanno passato al setaccio gli uffici della società ferroviaria per acquisire file informatici e documenti. Come riferito da ‘Ansa’, nelle sedi dell’azienda, sarebbe stata prelevata la documentazione relativa all’organizzazione interna dei servizi – deleghe, organismi di garanzia, procedure – in materia di tutela dei lavoratori.

Due nuovi indagati per l'incidente ferroviario di Brandizzo, sarebbero dirigenti di Rfi: sedi perquisiteFonte foto: ANSA

Un’immagini dei funerali di Kevin Laganà, l’operaio più giovane tra le vittime della strage di Brandizzo

Gli indagati

Con i due nuovi iscritti nel registro il numero degli indagati nell’inchiesta sull’incidente ferroviario di Brandizzo arriva a 8: gli altri sei sono il tecnico di Rfi Antonio Massa, licenziato dall’azienda, il capo cantiere Andrea Girardin Gibin e i vertici, 4 dirigenti della ditta Sigifer, l’azienda di Borgo Vercelli per cui lavoravano le vittime.

L’azienda Rfi è chiamata in causa dalla procura di Ivrea in base al principio, sancito dalla legge 231, secondo il quale è prevista la responsabilità amministrativa dell’impresa nei casi di omicidio colposo riconducibili a violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. In caso di colpevolezza sono previste sanzioni pecuniarie (fino a mille quote societarie) e, nei casi più gravi, interdittive.

Le indagini

Secondo quanto riporta ‘La Stampa’, è stata intanto depositata la perizia sulla scatola nera del treno che investì gli operai. Dalla relazione sarebbero escluse responsabilità del macchinista che aveva fermato il convoglio a circa 100 metri dall’impatto impiegando 3 secondi nell’azionare il freno: stando al documento, con il convoglio alla velocità di 160 chilometri orari, il conducente avrebbe dovuto impiegare quasi un minuto per fermare la locomotiva, che avrebbe dovuto fermarsi circa mille e 200 metri prima dell’impatto.

Rfi ha comunicato in merito che “con tutto il personale interessato, stiamo fornendo la massima collaborazione, in assoluta trasparenza, agli agenti di Polizia e agli organi inquirenti che stanno indagando sulle cause dell’incidente”.

stazione-brandizzo Fonte foto: ANSA
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