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Draghi, è svolta sui vaccini: il retroscena sulla nuova strategia

Somministrazione vaccini: il premier Mario Draghi avrebbe deciso di seguire la 'via inglese'

Mario Draghi avrebbe deciso di imprimere una svolta netta sulla politica da seguire in merito alla campagna vaccinale, che continua a fare i conti con vistosi ritardi rispetto alla tabella di marcia stabilita; ritardi causati da svariati tagli di dosi all’Ue da parte dei colossi farmaceutici. La nuova strategia a cui guarda il premier è quella già applica nel Regno Unito che da mesi ha accelerato sulla somministrazione della prima dose, posticipando il richiamo del siero.

A raccontare il retroscena relativo alla mossa che avrebbe in testa l’ex numero uno della Bce è La Repubblica che spiega che Draghi si sarebbe convinto a destinare la prima dose a una platea più larga di popolazione senza conservare, come è avvenuto fino a questo momento, una quota di vaccini per il richiamo. Numeri alla mano, il Presidente del Consiglio starebbe pensando di destinare circa il 30% dei vaccini – quindi circa due milioni di dosi – alla sola prima dose, con conseguente slittamento della somministrazione della seconda.

L’obbiettivo è cercare di immunizzare più persone, nell’attesa che venga autorizzato (la data x dovrebbe essere l’11 marzo) il vaccino monodose Johnson&Johnson. La scelta del procrastinare il richiamo è già stata seguita da altri Paesi, come ad esempio Scozia, Inghilterra e Israele, i quali hanno avuto risultati confortanti.

Il punto è che una simile strategia va in controtendenza rispetto al modello fino ad ora condiviso dai 27 Paesi europei e suggerito dall’Ema, l’agenzia europea per i medicinali, che indica di fare il richiamo dopo 4-12 settimane. Sulla questione anche gli esperti sono divisi, tra coloro che sono favorevoli a uno scostamento dalla procedura standard e coloro che invece non vedono affatto di buon occhio la scelta di allontanarsi dalla via stabilita (l’immunologa Antonella Viola ha persino parlato di “errore gravissimo” riferendosi all’apertura di Draghi)

Il premier si sarebbe convinto ad imprimere una svolta e a correre il rischio perché sempre più preoccupato del diffondersi delle varianti, che, se non arginate per tempo, potrebbero far ripiombare l’intero Paese in una situazione ancor più drammatica di quella attuale, differendo ulteriormente la ripresa economica, con tutti gli effetti tragici che ne scaturirebbero da un simile scenario. La nomina di Fabrizio Curcio al vertice della Protezione civile (sostituito Angelo Borrelli), spiega sempre La Repubblica, andrebbe letta in questa chiave.

VirgilioNotizie | 27-02-2021 07:36

Vaccini, si può rimandare il richiamo? Esperti divisi: i pareri Fonte foto: ANSA
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