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Di Maio, l'apertura alle sardine e l'attacco a Salvini

Il ministro ha ammesso di aver avuto la tentazione, ieri, di scendere in piazza con le sardine. Poi ha attaccato Salvini sul "mercato delle vacche"

Il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, nel corso di una lunga intervista rilasciata ai microfoni del Corriere della Sera, si è detto pronto ad aprire il dialogo con le sardine che ieri, ancora una volta, si sono rese protagoniste nelle piazze. Per il ministro degli Esteri “per ipotesi sarebbe bello lavorare insieme su ambiente, giustizia, diritti sociali, lavoro, casa e aiuto alle persone in difficoltà”.

All’indomani della manifestazione di piazza San Giovanni a Roma che ha coinvolto migliaia di partecipanti, Di Maio ha ammesso: “Non le nego che avevo la tentazione di passare a San Giovanni. Le piazze sono una cosa bellissima. Giorni fa ho incrociato il loro portavoce in tv e gli ho detto che sono bravissimi“.

“Trovo sbagliato che qualcuno, tra i partiti, provi a metterci il cappello. Bisogna lasciar respirare queste emozioni in modo libero, solo così continueranno ad essere forti e coinvolgenti” ha proseguito.

Governo e “mercato delle vacche”, l’idea di Di Maio

In un momento di alta tensione all’interno del M5S, Di Maio prosegue la stretta sul governo per cercare di portare a casa le riforme utili per il paese. A chi gli chiede perché continua ad insistere sull’idea del contratto di governo, il ministro risponde: “Veramente sono stato il primo a parlare di cronoprogramma. Poi lo si può chiamare come vogliamo: contratto, agenda, elenco. L’importante è mettere nero su bianco le cose da fare e quando farle. Io, Zingaretti e Conte siamo d’accordo».

Poi l’attacco a Salvini sul cosiddetto “mercato delle vacche“: “Promettere una poltrona è già un modo di corrompere l’animo altrui ed eticamente è inaccettabile. Però è inutile parlarne troppo, la politica deve reagire. Serve una legge che limiti il cambio di casacca. Qualcuno non vuole il vincolo di mandato? D’accordo, troviamo un’altra forma, ma troviamola. Anzi, perché non inserire nel cronoprogramma una norma per mandare a casa i voltagabbana?”.

“Salvini è un nostalgico del governo, ma parla al vento. Al governo c’era, lo ha buttato giù ed ora ogni giorno cerca uno slogan diverso nel tentativo di non sparire” ha proseguito.

Popolare di Bari, il caso

A tenere banco, negli ultimi giorni, è stato il caso del commissariamento della Popolare di Bari. Il leader pentastellato, nel corso dell’intervista al Corriere, ha sottolineato: “Se una banca fallisce non è colpa dei risparmiatori. La solidità del sistema è fondamentale, ma se ci sono manager che hanno prestato soldi allo scoperto, devono pagare. Il tempo del silenzio è finito”.

Per Di Maio bisogna “avviare in Consiglio dei ministri il procedimento che metta agli atti i nomi di chi ha ricevuto soldi allo scoperto, facendo chiarezza sui legami politici locali e contestualmente mettere al riparo i risparmi. E bisogna far partire la commissione di inchiesta sulle banche.

Poi la proposta “Se lo Stato deve mettere soldi per salvare i conti correnti, dobbiamo fare in modo che quella banca sia nazionalizzata. Il nostro progetto è la banca pubblica degli investimenti. Daremo due risposte, una ai mercati, l’altra ai cittadini».

Sulla commissione di inchiesta sulle banche ha poi proseguito: “Per un anno si è sempre detto ok, poi dalla Lega spuntava sempre un problema. Ora ci aspettiamo che il Pd sia disponibile ad accelerare. Il problema è che l’intreccio tra banche e partiti è fortissimo. C’è quasi sempre una banca dietro ogni partito. Tutti hanno qualcosa da nascondere. Il M5S non ha il 51% dei consensi, rispetta gli alleati e vuole che il governo vada avanti fino al 2023. Ma chiede coraggio”.

Rousseau è una piattaforma tecnica a supporto del M5S e della democrazia diretta. Non vedo il problema. Tra l’altro non esistono deleghe pesanti o meno. La Sabatini è una persona molto preparata e saprà fare bene” ha proseguito Di Maio.

Alle parole di Colletti ha poi replicato: “Da noi c’è sempre chi prova a distinguersi criticando in maniera gratuita”.

Infine, sugli “errori in buona fede” in Calabria ha concluso: “Di errori se ne fanno, siamo esseri umani e non credo serva stare qui ad elencarli. Il problema sono i personalismi. Ma guardiamo avanti. Il candidato ha preso la maggioranza dei voti: è la democrazia e ora è giusto che tutti lo supportino”.

VIRGILIO NOTIZIE | 15-12-2019 08:15

Roma, le Sardine invadono piazza San Giovanni Fonte foto: Ansa
Roma, le Sardine invadono piazza San Giovanni
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