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Dieta digiuno intermittente aumenta i rischi di morte per infarto o ictus: perché è pericolosa, lo studio Usa

Secondo uno studio americano, la dieta praticata con il digiuno intermittente aumenta i rischi di morte per infarto o ictus

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Fa bene la dieta praticata attraverso il digiuno intermittente? Secondo i risultati emersi da uno studio americano, presentato al meeting dell’American Heart Association (tenutosi dal 18 al 21 marzo a Chicago), la risposta è no in quanto tale modo di alimentarsi aumenterebbe il rischio di morte causata da infarto e ictus.

Dieta digiuno intermittente “16:8”, cosa è emerso dallo studio americano

La più nota dieta del digiuno intermittente, cara anche a diversi vip e politici, è la cosiddetta “16:8”. I numeri indicano le ore in cui ci si alimenta e quelle in cui non si deve mettere nulla sotto i denti. In particolare 8 sono le ore in cui si può mangiare e 16 quelle in cui non di deve toccare cibo. Chi segue tale schema salta un pasto, la cena o la prima colazione.

Tale dieta è stata studiata da alcuni esperti che, dopo l’analisi effettuata, sono giunti alla conclusione che chi si alimenta nell’arco di 8 ore e digiuna per le restanti 16 va incontro a un rischio più alto di morte per eventi cardiovascolari rispetto a coloro che mangiano normalmente, ossia per 12-16 ore al giorno.

Secondo uno studio americano, la dieta praticata con il digiuno intermittente aumenta i rischi di morte per infarto o ictusFonte foto: iStock

Valutati oltre 20 mila regimi alimentari

In particolare, gli studiosi hanno valutato i regimi alimentari di 20 mila soggetti, utilizzando i database dei Centers for disease control and prevention americani. Tali valutazioni sono poi state messe a confronto con i dati inerenti ai decessi avvenuti nello stesso periodo negli Stati Uniti.

Cosa è emerso? Che chi si alimenta soltanto per 8 ore al giorno non ha limitato il rischio complessivo di morte; anzi lo ha persino visto crescere. Un’analisi più approfondita, condotta su persone che già soffrivano di problemi di cuore, ha poi indicato che digiunare anche solo per 14 ore fa aumentare il pericolo di infarto, ictus e morte. Medesimo discorso, sempre secondo lo studio, vale per i pazienti con un tumore: la dieta “16:8” non allunga la vita, anzi la riduce.

I dettagli, i numeri dello studio e il commento di Remuzzi

Lo studio ha preso in esame un gruppo misto di persone, metà uomini e metà donne. Età media 49 anni, il 70% bianchi, seguiti per una media di 8 anni e un massimo di 17.

“Questo studio è importante perché l’idea di limitare entro poche ore l’assunzione del cibo sta diventando molto popolare da noi e dappertutto, ma a lungo termine può fare male, anche a chi è malato di cuore o ha un tumore”, ha evidenziato al Corriere della Sera Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri.

“Ci si potrebbe chiedere se il digiuno intermittente protegga da malattie dovute ad altre cause, ma secondo i ricercatori non è così; insomma, alla lunga non sembra dare alcun vantaggio”, ha aggiunto Remuzzi.

Lo studio statunitense si è concentrato solamente sul digiuno intermittente schermi orari praticato con dieta libera, e sulle cause di morte. Non su altri fattori che possono essere importanti per quel che riguarda lo stato di salute di una persona.

“In effetti – ha rimarcato sempre Remuzzi – l’analisi presentata al meeting dell’American Heart Association ha numerosi limiti: non ci dà indicazioni sul tipo di dieta e nemmeno sul meccanismo biologico che sta alla base delle differenze nella durata della vita nei due gruppi: sono tutte cose che sarà necessario capire. Ci vorrà ancora molta ricerca per trarre conclusioni definitive. Abbiamo però a disposizione diversi spunti per riflettere: a quanto pare il digiuno intermittente non solo non è un elisir di lunga vita, ma potrebbe persino rivelarsi vero il contrario”.

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