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Desirée: rivelazioni del papà della giovane uccisa a San Lorenzo

Confermato il carcere per Sisco, il presunto pusher che le avrebbe dato la dose fatale

La Corte di Cassazione ha confermato il carcere per Alinno Chima, detto Sisco, presunto pusher nigeriano imputato insieme ad altri tre stranieri per la morte della 16enne di Cisterna di Latina Desirée Mariottini, il cui corpo è stato trovato in uno stabile abbandonato nel quartiere di San Lorenzo a Roma. Ne dà notizia l’Ansa. Durante l’udienza è intervenuto anche il padre della ragazza.

Desirée: la testimonianza del papà della ragazza uccisa a San Lorenzo

Ho cercato di salvarla ma non ho potuto fare niente”, ha dichiarato il papà di Desirée, Gianluca Zuncheddu. L’uomo è stato ascoltato come testimone nel processo, che si svolge a porte chiuse, e che vede imputati quattro cittadini africani per le accuse di omicidio volontario, violenza sessuale e cessione di droga a minorenni.

Nel corso della sua audizione nell’aula bunker di Rebibbia, riporta l’Ansa, il padre di Desirée ha raccontato del suo rapporto con la figlia nel periodo precedente al tragico epilogo, spiegando di aver notato un cambiamento nel comportamento della figlia e di averla trovata una volta in possesso di una carta stagnola bruciata.

Gianluca Zuncheddu ha sottolineato di non essere potuto intervenire anche per il divieto di avvicinamento verso la sua ex compagna e madre della minore. Nel corso dell’udienza è stato ascoltato anche il nonno della giovane, che per ultimo l’ha vista in vita.

Il nonno, riporta l’Ansa, ha riferito ai giudici di avere accompagnato Desirée da un’amica, e che la giovane ha poi contattato la famiglia per dire che si sarebbe fermata da lei a dormire e non sarebbe rientrata a casa.

Infine i giudici hanno sentito il medico legale che ha confermato come le ferite riscontrate sul corpo di Desirée siano compatibili con uno stupro, quello avvenuto la notte del 19 ottobre 2018 in un rudere degradato in Via dei Lucani, nel quartiere della movida universitaria capitolina.

Omicido di Desirée: la decisione su Alinno ‘Sisco’ Chima

La decisione della Suprema Corte per Alinno Chima è stata presa, riporta l’Ansa, perché sussiste il rischio di fuga e di reiterazione del reato, vista “l’assenza di qualunque integrazione dell’indagato sul piano socio-economico, in particolare per quanto concerne la disponibilità di lecite fonti di guadagno, la spiccata capacità a delinquere tratta dalla diuturna attività di spaccio e dalla estrema gravità del fatto”.

Nella sentenza si sottolinea come “convincentemente” il Tribunale del Riesame ha osservato che le indagini tramite le tracce del dna di Sisco sui flaconi del metadone, la cui eccessiva assunzione avrebbe causato l’overdose di Desirée Mariottini, hanno provato che il metadone era a lui riferibile.

Un teste, riporta l’Ansa, ha dichiarato che l’imputato si era anche “adontato per la quantità smodata di stupefacente” che avrebbe assunto la vittima, “tenendo un atteggiamento che sarebbe stato altrimenti incomprensibile se il metadone non fosse stato di sua proprietà e se non fosse stato lui a darglielo”.

VirgilioNotizie | 27-01-2020 22:25

Desirée, chi sono i fermati. Le immagini Fonte foto: Ansa
Desirée, chi sono i fermati. Le immagini
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