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Sci, la decisione di Speranza blocca tutto. La nuova data

Dopo il parere negativo del Cts, il ministro della Salute Speranza blocca la riapertura degli impianti sciistici prevista per il 15 febbraio

Stop allo sci: il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo, data di scadenza dell’ultimo Dpcm. Un provvedimento che segue il parere contrario del Comitato tecnico scientifico alla riapertura degli impianti, che sarebbero dovuti tornare accessibili da domani, lunedì 15 febbraio.

Il provvedimento, si legge in una nota del ministero, “tiene conto dei più recenti dati epidemiologici comunicati venerdì 12 febbraio dall’Istituto Superiore di Sanità, attestanti che la variante inglese, caratterizzata da maggiore trasmissibilità, rappresenta una percentuale media del 17,8% sul numero totale dei contagi”.

Nel provvedimento il ministro Speranza spiega che il Governo “si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori“.

Riapertura degli impianti sciistici, il parere del Cts

Alla luce delle “mutate condizioni epidemiologiche” dovute “alla diffusa circolazione delle varianti virali” del virus, “allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive attuali, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale”. Così il Comitato tecnico scientifico aveva risposto alla richiesta del ministro della Salute di “rivalutare la sussistenza dei presupposti per la riapertura” dello sci.

I governatori avevano già firmato le ordinanze di riapertura degli impianti, alcuni dei quali avrebbero dovuto essere accessibili da domani 15 febbraio. Ora la nuova ordinanza di Speranza blocca tutto.

Sci, stop alla riapertura: le reazioni

Le reazioni al provvedimento non si sono fatte attendere. “La montagna, finora dimenticata, merita rispetto e attenzione: che risposte si danno e in che tempi al documento predisposto dalle regioni?”, scrivono in una nota i neo ministri dello Sviluppo economico e del Turismo, Giancarlo Giorgetti e Massimo Garavaglia.

“Non è solo questione di cifre: non è detto nemmeno che bastino i 4,5 miliardi richiesti quando la stagione non era ancora compromessa, probabilmente ne serviranno di più, a maggior ragione se ci sono altri stop. Gli indennizzi per la montagna – spiegano – devono avere la priorità assoluta, quando si reca un danno, il danno va indennizzato; già subito nel prossimo decreto”.

Il presidente del Piemonte Alberto Cirio si è detto “allibito da questa decisione. Soltanto dieci giorni fa il Comitato tecnico scientifico nazionale aveva stabilito che in zona gialla da lunedì 15 si sarebbe potuto sciare. Su queste direttive il Piemonte si è mosso, nel rigoroso rispetto delle regole. Regole che non possono cambiare tutte le settimane“.

VirgilioNotizie | 14-02-2021 19:40

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