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Covid e varianti, Pregliasco ora è preoccupato: nuova previsione

Il virologo Fabrizio Pregliasco ha fatto una nuova previsione per metà marzo: cosa succederà con l'avanzare delle varianti

La variante inglese continua a destare preoccupazione in Italia e il virologo Fabrizio Pregliasco è convinto che “per metà marzo il rischio è che tutti i casi” di coronavirus siano collegati alla nuova mutazione. “Speriamo che le azioni più mirate di zone rosse possano mitigare la diffusione”, ha aggiunto parlando a “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus.

Sulla questione sono intervenuti  diversi esperti, da Ilaria Capua che ha parlato di “numeri da brivido” al presidente dell’Aifa Giorgio Palù che ha lanciato un nuovo allarme.

Le preoccupazioni di Pregliasco sulle tre varianti

“Sicuramente sono preoccupato“, ha esordito Pregliasco parlando all’emittente radiofonica. “È vero che le varianti di per sé non devono essere considerate un dramma, non bisogna dare messaggi che sconfortino in modo eccessivo la comunità. Le varianti le cerchiamo e cercandole ne abbiamo maggiore contezza”.

Le tre varianti principali sono quelle che hanno elementi di contagiosità maggiore e ancora non è chiaro il motivo, sembra collegato non ad una carica virale maggiore bensì ad una lunghezza maggiore del periodo di contagiosità, che andrebbe oltre i 10 giorni”, ha ricordato.

Pregliasco, la previsione per metà marzo: “Tutti i casi collegati alla variante inglese”

Questa, nel dettaglio, la previsione dell’esperto: “I modelli ci dicono che per metà marzo il rischio è che tutti i casi siano collegati alla variante inglese. Speriamo che le azioni più mirate di zone rosse possano mitigare la diffusione. Il meccanismo del modello a colori funziona per mitigare, anche se non riesce ad arrivare al controllo della malattia”.

“È ovvio – ha ricordato il virologo – che un lockdown pesante sarebbe difficile da adottare, considerando l’insofferenza sociale e i danni economiche che provocherebbe”.

Quello che si può fare, per Pregliasco, è riservare “grande attenzione alla scuola perché la variante riesce ad infettare anche i giovani, pur non facendoli ammalare. Bisogna aumentare il monitoraggio in quei contesti e rilanciare l’informazione per dare ai giovani una consapevolezza maggiore riguardo il Covid. Ogni contatto in questo momento è da considerarsi a rischio, meno contatti ci sono e più si abbassa il rischio. È difficile però considerare l’entità del rischio per ogni tipo di contatto”.

VirgilioNotizie | 24-02-2021 10:56

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