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Covid, "scovate 81 varianti". Come nascono e perché bisogna vaccinarsi

Andrea Ballabio, direttore del Tigem di Pozzuoli, ha spiegato alcuni aspetti importanti sulla replicazione del virus e la nascita di nuove varianti

Dopo la scoperta delle prime varianti di Covid, sul finire del 2020, la genetica ha assunto un ruolo sempre più centrale nella lotta alla pandemia. Ne è una prova lo sforzo compiuto dagli esperti del Tigem, l’Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Pozzuoli, in provincia di Napoli, dove sono state identificate ben 81 varianti. In un’intervista del Corriere della Sera, il direttore dell’istituto, Andrea Ballabio, ha parlato dell’importanza del sequenziamento per individuare nuove varianti, potenzialmente più o meno pericolose.

Covid, la previsione del genetista medico

Ballabio ha innanzitutto parlato del metodo: “Il genoma umano è molto più complesso di quello virale, è bastato riorganizzare la rete tecnologica di cui disponiamo per dedicarci al nuovo progetto senza ovviamente abbandonare la ricerca nel campo delle malattie rare, che resta il nostro focus”.

Nello specifico, pur precisando di non essere un epidemiologo o un immunologo, Ballabio ha azzardato una previsione sull’evolversi del virus e della pandemia: “Occorre monitorare attentamente le varianti, ma non credo assolutamente che la situazione evolverà come l’estate scorsa. Oggi ci sono vaccini e inoltre le mutazioni del virus lo stanno rendendo più trasmissibile, non più aggressivo”.

Covid, “scovate 81 varianti” al Tigem di Pozzuoli

Su oltre 17mila campioni sequenziati, che mettono il Tigem al primo posto della classifica italiana degli istituti che hanno osservato il virus a livello genetico, il direttore ha spiegato che sono state individuate “81 varianti tra le quali l’Alfa, la Beta, la Gamma e la Delta che si sono discostate con diverse mutazioni dal ceppo originario, il cosiddetto ceppo B, il primo visto in Italia a marzo 2020, che a sua volta veniva dalla Cina”.

“Dieci mesi fa – ha ricordato Ballabio – siamo stati i primi a trovare la variante Alfa (ex inglese) in viaggiatori in arrivo all’aeroporto di Capodichino provenienti dall’Inghilterra. Oggi in Campania l’Alfa è responsabile del 16% delle infezioni contro il 95% di un mese fa, la Gamma del 5%, la Delta è già al 77%”.

Come nascono le varianti e come fermarle

L’esperto ha poi spiegato come si verificano le mutazioni del virus e perché è importante vaccinarsi: “I cambiamenti che favoriscono il virus vengono selezionati dall’ospite, dal bersaglio, in questo caso le cellule umane. Il virus ci sfrutta, in un certo senso. Infettandoci capisce quali sono i nostri punti deboli e si modifica per colpirci meglio“.

“Non dobbiamo offrirgli questa opportunità. Facendoci trovare immuni – ha sottolineato il genetista – lo battiamo sul nascere evitando che si moltiplichi e, moltiplicandosi, commetta degli errori di copiatura, dando vita a varianti alcune delle quale gli conferiscono qualche vantaggio”.

Ballabio ha ricordato che le mutazioni del virus riguardano tutte le sue parti, tuttavia quelle che catturano l’attenzione degli esperti sono quelle che interessano la proteina Spike, cioè il bersaglio grazie al quale i vaccini attualmente somministrati permettono al sistema immunitario di riconoscere la minaccia.

“Al momento non siamo preoccupati – ha rassicurato Ballabio – si è visto che le varianti ritenute più pericolose non bucano i vaccini. Ma il monitoraggio è fondamentale perché potrebbe nascere un ceppo resistente“.

VirgilioNotizie | 19-07-2021 09:32

Covid, quali sono le varianti che preoccupano di più Fonte foto: ANSA
Covid, quali sono le varianti che preoccupano di più
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