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Covid, come reagisce alle varianti chi è stato già contagiato

Tiene banco l'ennesima variante, nuovi timori per i vaccini: Lopalco spiega cosa sappiamo e come reagisce chi è già stato contagiato in passato

Il clima politico non sta aiutando, servirebbe un governo forte in grado di prendere misure impopolari. Questo è il pensiero di Pierluigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia, intervistato dal Mattino. Ha parlato della situazione dei vaccini, dalla riduzione delle dosi di Pfizer ai ritardi di AstraZeneca, ma anche della paura innescata dalle varianti del coronavirus.

Covid, come reagisce alle varianti chi è stato già contagiato

Negli ultimi giorni si è parlato soprattutto della variante brasiliana del coronavirus, anche se la prima ad aver sostanzialmente allarmato il mondo è stata quella inglese. Lopalco ha spiegato che in Puglia è stato isolato un cluster di quest’ultima: è molto contagiosa, ma non sarebbe più pericolosa.

La buona notizia è che sembra proprio che “chi si è immunizzato con la vecchia variante non si sta ammalando con la nuova, questo suggerisce che l’efficacia dei vaccini disegnati sulla vecchia variante vale anche per quella inglese“.

Quindi, la previsione: “Di varianti ne arriveranno in continuazione, per questo bisogna ribadire un concetto di fondo: bisogna prevenire l’infezione a prescindere”.

Vaccino, Lopalco su Pfizer: pro e contro dei ritardi

Lopalco si è poi soffermato sull’annuncio di Pfizer, che ha comunicato come consegnerà il prossimo lotto di vaccini in ritardo rispetto a quanto concordato con i singoli Paesi Ue.

L’epidemiologo ha spiegato che si può la seconda dose di un vaccino, generalmente, si può posporre ma non anticipare: “Inoltre, in alcuni casi, posticiparla permette di massimizzare gli effetti di protezione”.

Nel caso di Pfizer, la seconda inoculazione è importante perché la prima ha un’efficacia molto modesta: finché non si fa la seconda dose, il soggetto vaccinato non è protetto.

Il rischio, però, è quello che si crei “una fascia di vaccinati che per alcuni giorni sono scoperti, e trattandosi di operatori sanitari e soggetti fragili prima li proteggiamo e meglio è”.

Vaccino, a che punto è quello di AstraZeneca

Pierluigi Lopalco ha poi parlato anche del vaccino di AstraZeneca: “I dati sono molto buoni, si attende il via libera dell’Ema entro il 29 gennaio. Questo vaccino sarà una svolta per l’Italia, ne abbiamo prenotati grandi quantitativi”.

Il vantaggio di AstraZeneca è che dopo la prima dose “offre già una buona protezione, tra il 70% e il 75%, quindi si può posticipare la seconda somministrazione, al contrario degli altri vaccini”, ha aggiunto l’epidemiologo.

“In Gran Bretagna – ha concluso – la seconda iniezione la stanno facendo dopo 12 settimane. Anche perché si tratta di un vaccino che si può conservare in normali frigoriferi”.

VirgilioNotizie | 17-01-2021 07:45

varianti-covid Fonte foto: ANSA
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