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Covid, scontro Pregliasco-De Manzoni sui vaccini: volano parole grosse

Scontro in tv, sul tema della sicurezza relativa ai vaccini, tra il virologo Fabrizio Pregliasco e il giornalista Massimo De Manzoni.

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Il tema sull’efficacia e sulla sicurezza dei vaccini è stato sollevato durante la trasmissione Agorà, in onda su Rai 3, dal direttore del quotidiano La Verità, Massimo De Manzoni. Pronta la replica di un altro ospite in collegamento, il virologo dell’Università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco: gli animi si sono immediatamente accesi. Cosa si sono detti i due protagonisti dello scontro.

Covid, scontro tra Pregliasco e De Manzoni sulla sicurezza dei vaccini

Il direttore Massimo De Manzoni ha sollevato il tema dichiarando: “Vorrei ricordare che il vaccino è sperimentale: è chiaro che questo Covid colpisce oltre una certa fascia di età e oltre una certa fascia di età un farmaco ha più benefici che rischi. Io ho 63 anni e ho fatto il farmaco. Mio figlio ne ha 29: non rischia, ma non sa che cosa rischia facendolo. Non abbiamo niente sugli effetti a lungo termine, per esempio: che effetti avrà sulla fertilità? Non lo sappiamo e non lo possiamo sapere. Mancano i tempi”.

La replica di Fabrizio Pregliasco: “Spesso con De Manzoni non siamo d’accordo. Pone l’accento sulla sperimentalità, in realtà il vaccino è stato autorizzato in modo condizionale perché è necessario approfondire in continuazione gli elementi in valutazione di efficacia e sicurezza. Si sta utilizzando in miliardi di dosi in tutto il mondo ed è un dato interessante perché fa velocizzare la quota di informazioni che per altri farmaci arriva dopo molto più tempo”.

Gli animi si scaldano subito dopo, con De Manzoni che sbotta: “Ma lei fa lo scienziato, c****, non può fare così“.

Quindi, Pregliasco: “Ma è lei che dice delle scemenze, perché continua ogni volta a minimizzare. Io non capisco il suo delirio su queste cose, davvero, perché è incredibile“.

La palla a De Manzoni: “I farmaci hanno dei tempi e delle cose di sperimentazione, lo sa benissimo”.

Quindi, la chiosa del virologo: “Perché dover dire queste cose per creare difficoltà? C’è un rischio, può darsi che fra 10 anni possano esserci effetti collaterali, ma intanto le persone si infettano e continuano a mantenere la diffusione della malattia”.

Covid, Pregliasco sui parametri delle zone gialle

All’orizzonte ci sono dei rischi per quel che riguarda un possibile ritorno di alcune regioni in zona gialla.

Secondo Fabrizio Pregliasco, però, i parametri potrebbero essere rivisti: “L’aspetto più importante è il tasso di occupazione eventuale dei reparti. Credo che possa essere l’elemento dirimente e ci aggiungerei una garanzia di continuità del tracciamento, quindi un numero minimo di tamponi per poter tenere sotto controllo i focolai che ci saranno”.

“Più positivi troviamo, più li controlliamo, meno contagiano – ha sottolineato -: e quindi, in questa fase dove vogliamo la normalizzazione, è uno degli elementi fondamentali”.

Il coronavirus “diventerà meno fastidioso se saremo vaccinati, soprattutto gli adulti: non è diventato più buono – ha aggiunto -, sta colpendo in modo più ampio e per fortuna nei giovani la malattia non è grave. Mi spaventa il rientro a scuola, quello che sarà l’autunno“.

Covid, cosa pensa Pregliasco del green pass ‘alla francese’

Infine, un pensiero sulla scelta della Francia nel rendere il green pass condizione essenziale per entrare nei locali: “A me piacerebbe quella soluzione, rende utile il green pass e dimostra che vaccinandosi si corrono dei rischi, piccoli e limitati, ma in un’ottica di solidarietà per gli altri”.

Covid, quali vaccini proteggono di più dalla variante Delta Fonte foto: ANSA
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