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Covid, vaccinazioni aperte a tutti: la proposta per accelerare

L'infettivologo Massimo Andreoni propone di aprire le vaccinazioni a tutti per poter andare più spediti

Se le persone vogliono tornare a vivere come prima si devono vaccinare. Il rischio di reazioni avverse gravi è talmente basso che non si capisce perché si abbiano tutti questi timori all’inoculazione”. Così Massimo Andreoni, direttore di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma, in una intervista a Il Messaggero in cui lancia la proposta di aprire le vaccinazioni a tutti, senza attendere le classi d’età.

“Il vaccino – spiega – è l’unico sistema che abbiamo oggi per uscire da questa emergenza. Non abbiamo altre strade. Non abbiamo farmaci altamente efficaci. Già in altre parti del mondo il vaccino si è dimostrato in grado di fermare l’epidemia”.

Vaccini e il timore di reazioni avverse

“Astrazeneca si è dimostrato altamente efficace e sicuro sia in Inghilterra che in altri Paesi. I rischi sono meno di 1 su un milione, quindi come per qualsiasi farmaco. Stiamo parlando – sottolinea – di reazioni rarissime“.

A chi non vuole vaccinanarsi per paura di reazioni avverse, Andreoni risponde così: “Ritengo che di un solo dato dovrebbero essere altrettanto convinti, che cioè questa malattia è brutta e pericolosa. E comunque non esiste un farmaco esente completamente da reazioni, tutti i medicinali espongono a un minimo di rischio”.

Si è parlato molto di AstraZeneca e dei rari casi di trombosi, ma anche per il vaccino Pfizer, ricorda l’infettivologo, “sono stati segnalati 4-5 casi per milione di choc anafilattico. Quindi un numero maggiore di casi rispetto a quelli di trombosi per milioni di abitanti osservati con Astrazeneca”.

“Ci siamo tutti concentrati sui rischi di trombosi che oltretutto è una patologia che conosciamo e siamo in grado di valutare. Sappiamo come inizia, la sappiamo diagnosticare e curare”.

Vaccinazioni aperte, la proposta di Andreoni

“Lasciare che il virus continui a circolare – avverte Andreoni – vuol dire aumentare il rischio di comparsa di varianti che siano resistenti ai vaccini. E così non se ne esce più. Se le persone vogliono tornare a vivere come prima si devono vaccinare”.

“Bisogna accelerare utilizzando tutti i vaccini a disposizione. Anzi, credo che sarebbe opportuno puntare ora ad una vaccinazione aperta. Tutte le persone che vogliono vaccinarsi dovrebbero avere l’opportunità di farlo”.

In questo modo “si darebbe un grande impulso alla campagna vaccinale. Credo che si vaccinerebbero soprattutto i giovani, anche in vista del green pass“.

Secondo Andreoni è tempo di rivedere il criterio delle fasce d’età, perché, argomenta, “il concetto di salvaguardare prima gli anziani valeva all’inizio. Ormai, può venire a decadere visto che le persone più fragili sono state in gran parte messe in sicurezza”.

“Allora, in questa confusione, dovuta al fatto che rimangono molti posti scoperti di persone che non si vaccinano perché preferiscono non farlo nonostante gli appuntamenti, credo che si potrebbero aprire le vaccinazioni a tutti”.

L’obiettivo per poter stare più tranquilli, ricorda, è di arrivare il più rapidamente possibile “ad almeno 45 milioni di vaccinati, calcolando che ci sono persone che si sono ammalate e che sono comunque immuni”.

VirgilioNotizie | 11-05-2021 08:55

Vaccino Covid, cosa succede se si ricevono più dosi del dovuto Fonte foto: ANSA
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