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Covid, test salivare più efficace del tampone classico: lo studio

Le ricerche condotte finora sui tamponi salivari hanno dimostrato come questi test siano efficaci soprattutto sugli asinotamatici

Messi da parte finora perché considerati poco sensibili alla rilevazione della positività da Covid-19, i tamponi salivari trovano adesso riscatto in uno studio pubblicato dalla rivista Nature, che potrebbe rivoluzionare il sistema di testing per il coronavirus. La ricerca, condotta dall’università di Singapore, come riportato da Repubblica, sembrerebbe confermare i risultati ottenuti in Italia dall’Università di Padova che assegna ai test della saliva una sensibilità del 98%.

Covid, test salivare più efficace del tampone classico: lo studio dell’Università di Singapore

A Singapore i ricercatori hanno sottoposto a controllo 200 lavoratori migranti, tra i quali 149 di un dormitorio pubblico e 51 in una struttura assistenziale in cui alloggiavano soggetti positivi al Covid-19 che, però, non necessitavano di cure ospedaliere, ma solo di isolamento e controlli medici.

Alla fine della sperimentazione e dopo il riscontro in laboratorio, i test salivari sono risultati positivi nel 62% dei casi contro il 44,5% di quelli naso-faringei e il 37,7% di quelli nasali auto-somministrati.

La procedura utilizzata per la raccolta dei campioni prevedeva che i volontari inclinassero leggermente la testa all’indietro, schiarirsi la gola e il naso e poi espellere la saliva in una provetta.

Interpellato sui dati di questo nuovo studio Paolo D’Ancona, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità, ha spiegato che la ricerca “fornisce nuove evidenze sul fatto che la saliva è un’ottima alternativa se non addirittura una scelta migliore rispetto ai campioni raccolti con tamponi nasofaringei che sono sicuramente più scomodi e fastidiosi.” Seppure con qualche limite inerente alla standardizzazione del metodo.

“Ma la cosa più importante è che – sostiene D’Ancona – la saliva ha mostrato di avere una sensibilità maggiore soprattutto sugli asintomatici e sui soggetti che hanno preso l’infezione in forma lieve”.

Il test salivare potrebbe quindi rivelarsi particolarmente utile per testing su grandi numeri, soprattutto nei casi in cui non si è ancora sviluppata una forma grave di Covid-19.

Covid, test salivare più efficace del tampone classico: lo studio dell’Università di Padova

In merito alla stessa sperimentazione, anche all’Università di Padova sono arrivate altre conferme da uno studio pubblicato dalla International Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine, organizzazione mondiale che promuove l’eccellenza nella medicina di laboratorio.

Nell’Ateneo italiano tra ottobre e dicembre 2020, sono stati testati 5579 dipendenti, con un tasso di adesione dell’86% per un totale di 19.850 campioni salivari. Rispetto allo studio di Singapore il procedimento di raccolta della saliva è stata autonomo ed effettuato tramite la masticazione di un tampone per almeno un minuto al mattino prima della colazione.

“Il programma basato sull’auto-raccolta di campioni salivari e test molecolare – ha spiegato Mario Plebani, direttore del Dipartimento interaziendale di Medicina di Laboratorio dell’Azienda Ospedale-Università di Padova che ha coordinato la sperimentazione – si è rivelato uno strumento affidabile, ben accettato ed efficace per individuare Sars-CoV-2 in soggetti asintomatici.”

I risultati della ricerca italiana hanno mostrato una concordanza nel 98% dei casi con i tamponi naso-faringei effettuati sui partecipanti, entro le 24 ore.

“Lo studio – ha spiegato Plebani – ha dimostrato come la saliva auto-raccolta permetta di superare il collo di bottiglia legato alla raccolta di campione nasofaringeo, procedura più invasiva e indaginosa, mantenendo l’accuratezza diagnostica”.

Lo studioso, infine, spiega i motivi che farebbero il test salivare più efficace rispetto al metodo classico: “Perché il primo luogo dove il virus attecchisce è il cavo orale. Solo a distanza di tempo si ritrova anche a livello nasale. Questo significa che con il salivare c’è la possibilità di rilevare il virus anche quando la carica virale è bassa, cioè proprio quando è importante rilevarla per fare un buon programma di sorveglianza e prevenzione”.

VirgilioNotizie | 15-02-2021 15:31

Covid: scoperti nuovi sintomi 'spia', quali sono. Lo studio Fonte foto: ANSA
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