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Covid, report Gimbe: più del doppio di nuovi casi, salgono i ricoveri

Il nuovo report della Fondazione Gimbe segnala un incremento di nuovi casi e ricoveri, a fronte di un calo dei decessi

Il puntuale monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe fotografa i dati nazionali sui contagi di Covid e offre una lettura sull’andamento epidemiologico in Italia. Nel report pubblicato oggi, 22 luglio, la fondazione segnala un aumento del 115% di casi settimanali; inoltre si osservano i primi segnali di risalita di ricoveri e terapie intensive, contestualmente all’aumento dei contagi.

In particolare, i ricoveri nei reparti ordinari sono aumentati del 6% mentre quelli nelle terapie intensive del 5%. Calano invece i decessi, del 27%. La campagna vaccinale si mantiene sulla media di 550mila somministrazioni al giorno, ma si segnala un drastico calo per le prime dosi, che sono al 15%.

Sono ancora 2,2 milioni le persone over 60 che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino, mentre 1,8 attendono di ricevere la seconda. Vediamo nel dettaglio tutti i dati riportati dalla Fondazione Gimbe.

Report Gimbe, raddoppiano i nuovi casi e aumentano i ricoveri

Nella settimana 14-20 luglio 2021, si segnala un incremento di 19.390 casi, contro gli 8.989 della settimana precedente: si tratta di un incremento di più del doppio. Calano invece i decessi, 76 contro i 104 della settimana precedente, ma iniziano ad aumentare le persone attualmente positive, 49.310 contro 40.649, e i ricoveri: sono 1.194 le persone in ospedale con sintomi, contro le 1.128 della settimana precedente, e 165 quelle in terapia intensiva, contro le 157 della settimana prima.

Le percentuali degli incrementi di nuovi casi nelle singole regioni spaziano dal 19,9% in più della Puglia al 358,3% della Provincia autonoma di Trento. Si segnala una variazione di nuovi casi 275,3% in Umbria, del 212,5% in Sardegna, del 200,3% nel Lazio.

Cartabellotta sul green pass e sui parametri di rischio delle regioni

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, è intervenuto sul tema del green pass a margine del report: “Nell’infuocato dibattito sui possibili utilizzi del green pass in Italia, annebbiato da posizioni politiche estreme, si sono registrate inaccettabili e opportunistiche distorsioni di evidenze scientifiche e dati nazionali sull’efficacia dei vaccini pubblicati dell’Istituto superiore di sanità e di sicurezza pubblicati dell’Aifa”.

Sul green pass, la fondazione ricorda che la certificazione “può giocare un ruolo cruciale: è efficace nel limitare la circolazione del virus e permette il rilancio in sicurezza di alcuni settori, prevenendo il rischio di un ritorno a eventuali restrizioni”.

Quanto ai nuovi criteri di assegnazione delle fasce di rischio, su cui l’esecutivo dovrà esprimersi a breve, Cartabellotta scrive: “Se Governo e Regioni intendono abbandonare il parametro dei contagi, servono soglie molto basse per gli indicatori ospedalieri: non oltre il 5% di occupazione da parte di pazienti Covid-19 per le terapie intensive e il 10% per i ricoveri in area medica per rimanere in zona bianca”. Le Regioni avevano invece proposto una soglia di occupazione dei posti letto del 20% in terapia intensiva e del 30% nei reparti ordinari, per rimanere in zona bianca.

“Se invece l’intenzione è quella di innalzare tali soglie – ha aggiunto Cartabellotta – oltre ad accettare i rischi sopra descritti, bisogna mantenere tra i parametri di monitoraggio il numero dei casi per 100.000 abitanti, aumentando l’incidenza settimanale sopra i 50 casi per conservare la zona bianca e definendo un numero standard di tamponi per 100.000 abitanti per evitare comportamenti opportunistici”.

VirgilioNotizie | 22-07-2021 12:02

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