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Covid, le regioni che potrebbero cambiare colore martedì 30 marzo

Due regioni sono in bilico tra rosso e arancione: ecco cosa potrebbe cambiare martedì 30 marzo

La prossima settimana sarà decisiva per quanto riguarda l’epidemia di Covid-19 in Italia. Se dal 3 al 5 aprile tutta Italia diventa zona rossa, compresi dunque Pasqua e Pasquetta, lo stesso non si può dire per alcune regioni che da martedì 30 marzo (e non lunedì 29) sperano di passare all’arancione almeno fino alle vacanze.

I colori delle regioni cambiano martedì 30 marzo (e non lunedì 29)

I colori delle regioni cambieranno martedì. A puntualizzarlo è il Corriere della Sera che spiega che l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza entrata in vigore il 15 marzo ha 15 giorni di validità e quindi provoca lo slittamento di un giorno rispetto al passato.

Ciò significa che le regioni che dal rosso passeranno all’arancione vedranno le scuole e i negozi riaprire martedì così come i centri estetici e i parrucchieri. Le zone interessate sono Lazio e forse Veneto che si avviano verso il cambio di colore.

Indice Rt nazionale in calo

L’indice Rt medio nazionale è pari a 1,08, in calo rispetto a 1,16 della scorsa settimana. È quanto fanno sapere dalla Cabina di regia Istituto superiore di sanità (Iss)-ministero della Salute su Covid-19.

In discesa, secondo i dati forniti dal monitoraggio, anche l’incidenza settimanale, calata lievemente sotto la soglia considerata critica di 250 casi settimanali per centomila abitanti: da 264 della scorsa settimana a 240.

La situazione nel Lazio

Una di queste è il Lazio, che potrebbe retrocedere dalla zona rossa e tirare un sospiro di sollievo dopo le restrizioni più dure. Come riporta l’Ansa Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, Scuola e Formazione della Regione Lazio, ha fatto sapere: “Qualora i dati epidemiologici facciano tornare il Lazio in zona arancione, gli asili nido, le materne, le scuole elementari e le medie riapriranno con le attività in presenza”.

La situazione in Veneto

Un’altra regione in bilico è il Veneto, attualmente in zona rossa, i cui parametri si avvicinano alla soglia che permette il passaggio all’arancione: “Le nostre proiezioni ci dicono che siamo con un Rt ai limiti della zona arancione, e cioè qualche decimo sotto l’1,25, attorno all’1,21-1,22. L’incidenza resta ancora intorno ai 250 casi su 100mila abitanti, e la legge nazionale prevede che questi parametri debbono rientrare sotto soglia”, ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia durante il punto stampa.

La decisione spetta comunque alla Cabina di regia che ogni venerdì comunica i dati del monitoraggio settimanale e stabilisce i nuovi passaggi di colore.

Le regioni in zona rossa

Tra le regioni che sono già in zona rossa e probabilmente ci resteranno fino a Pasqua, ci sono Campania, Friuli-Venezia Giulia, l’Emilia-Romagna, il Piemonte, la P. A. di Trento, le Marche, la Lombardia e la Puglia. Le restanti dovrebbero invece rimanere in arancione, ad eccezione della Valle d’Aosta, che visto l’aumento di contagi, potrebbe diventare “rossa”.

Nel frattempo, la fondazione Gimbe ha reso noto che, sulla base del proprio monitoraggio indipendente, i nuovi casi su base settimanale sono in calo, ma resta alta la soglia di allerta degli ospedali in alcune regioni.

VirgilioNotizie | 26-03-2021 12:00

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